domenica 17 dicembre 2017

Sunday Soundtrack #64 - Mamma, ho perso l'aereo

Sunday Soundtrack
Per tutti coloro che credono che una colonna sonora sia ben più di un semplice accompagnamento.

Sunday Soundtrack

Il film natalizio che ha segnato l'infanzia di tutti i bambini nati dopo gli anni Ottanta non vanta semplicemente un piccolo protagonista spumeggiante e una storia divertente e accattivante. Chris Columbus, infatti, per il suo successo internazionale Mamma, ho perso l'aereo affidò la composizione dei brani della soundtrack ad un'autorità del mondo del cinema: Mr. John Williams!
Il pluripremiato compositore statunitense curò la colonna sonora arricchendola con nuove versioni dei canti natalizi più noti e con alcuni iconici brani più classici. Da "White Christmas" a "La danza della fata confetto", passando per "O Holy Night!". Tra le tracce originali più celebri della pellicola del 1990, tuttavia, Somewhere in my Memory è la più riuscita. Candidata sia ad un Oscar che ad un Grammy, la canzone è la melodia perfetta per accompagnare le più strampalate peripezie del piccolo Kevin!



Fede Stories.

giovedì 14 dicembre 2017

"Il miracolo della 34a strada" di George Seaton | Thursday Classic

Il miracolo della 34a strada

Titolo: Il miracolo della 34a strada

Titolo originale: Miracle on 34th Street

Un film di George Seaton con Maureen O'Hara, John Payne, Edmund Gwenn, Gene Lockhart

Genere: commedia, fantasy

Durata: 96 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 1947

Voto: 3,5/5

3 e mezzo

martedì 12 dicembre 2017

SerialTeller #77 - Luce nell'oscurità europea [DARK st.1]

SerialTeller
L'appuntamento di Stories. dedicato al piccolo schermo.

SerialTeller

Arriva dall'Europa. E' cupo, misterioso. Ha per protagonisti un gruppo di adolescenti ed è ambientata in una cittadina in cui il soprannaturale non sembra poi essere così tanto fuori dal comune. Se poi la serie è prodotta niente meno che da Netflix, il confronto con Stranger Things e The OA sembra essere inevitabile. DARK, diretta e creata da Baran bo Odar e Jantje Friese, pur giocando con la non linearità del tempo e della narrazione stessa è qualcosa di molto diverso dai due show sopracitati, sia nell'origine che negli obiettivi.

DARK2019. La cittadina tedesca di Winden e la sua piccola comunità viene sconvolta dalla misteriosa scomparsa di Erik, amico e compagno di scuola di Jonas (Louis Hoffman), un ragazzo che cerca di tornare alla normalità dopo il suicidio del padre. Quando si perdono le tracce anche del piccolo Mikkel, però, la trama si infittisce, spingendo Jonas e la polizia del paese ha interrogarsi sui più cupi segreti di Winden sepolti nel tempo e da tre differenti generazioni. Proprio i passaggi di testimone (e di storie) tra adulti e ragazzi, genitori e figli sono assoluti protagonisti oltre che chiavi di lettura di un'intera serie capace di stuzzicare sin dall'apertura la curiosità del pubblico, ingannandolo con piccole rivelazioni e confondendolo con la moltitudine di personaggi introdotti già dal primo episodio. Quattro famiglie e gli intricati rapporti tra esse, infatti, saranno la cornice di una storia avvincente ed intrigante capace di trovare il giusto equilibrio tra dramma familiare, thriller e fantascienza allo stato puro.

“The distinction between past, present, and future is only a stubbornly persistent illusion.”

DARK si apre con una citazione di un personaggio del calibro di Albert Einstein e regala la chiave di lettura dell'intera storia prima ancora di iniziare a raccontarla. Proprio qui risiede, probabilmente, la genialità di una serie che fa del suo essere criptica il motore della narrazione. Lo scorrere degli episodi non lascia indizi, bensì veri e propri enigmi che illudono lo spettatore convincendolo di aver trovato la soluzione. E' un inganno, una vera illusione che gioca con il tempo e con i mille personaggi - fin troppi: vera pecca della storia - instaurando un clima sinistramente piacevole. Per questo sì, forse siamo un po' dalle parti di The OA con la sua lucida follia. Questa serie tedesca, però, scommette pienamente sul tempo e sui suoi misteri. Rischioso, considerando i grandi classici che si sono distinti per questa caratteristica. Vincente quando riesce ad affrontare gli anni 50 ma, soprattutto, gli 80s senza lasciarsi andare alla nostalgia che tanto contraddistingue quell'epoca.

Il protagonista

Colori acidi, tinte asettiche che riflettono la freddezza del luogo, dei ricordi e dei comportamenti dei personaggi. L'aspetto più controverso - una vera e propria arma a doppio taglio - è proprio questa strana apparente mancanza di emozioni che, però, paradossalmente si prende gioco della naturale ed inevitabile empatia dello spettatore. Questo dettaglio potrà incuriosire oppure infastidire resta la certezza che è difficile da spiegare a parole. Un po' come accade con la complessa trama, ricca di intrecci e di qualche citazione kingiana. Bisogna provarla per comprenderla o, almeno, provarci. 

Paradossale e divisivo, DARK sa benissimo che tasti premere per farsi ricordare.

Voto prima stagione: 7/8


Fede Stories.


sabato 9 dicembre 2017

"L'uomo di neve" di Tomas Alfredson

L'uomo di neve

Titolo: L'uomo di neve

Titolo originale: The Snowman

Un film di Tomas Alfredson con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Jonas Karlsson, Charlotte Gainsbourg, Val Kilmer, J.K. Simmons, David Dencik

Genere: drammatico, thriller, giallo

Durata: 119 min

Ambientazione: Norvegia

Anno: 2017

Voto: 2,5/5

2 e mezzo