martedì 21 febbraio 2017

"La battaglia di Hacksaw Ridge" di Mel Gibson


Titolo: La battaglia di Hacksaw Ridge

Un film di Mel Gibson con Andrew Garfield, Vince Vaughn, Sam Worthington, Luke Bracey, Hugo Weaving

Genere: drammatico, biografico, guerra

Durata: 139 min

Ambientazione: Stati Uniti, Giappone

Anno: 2016

Voto: 3/5


lunedì 20 febbraio 2017

Oscar Stories - Casey Affleck by the cinema

Tendenzialmente faccio fatica a cambiare idea. Lo riconosco: questo mio limite è un incredibile difetto. Troppo spesso sono testarda e cocciuta, atteggiamento che si riflette anche in alcuni aspetti della mia passione per il cinema. Alcuni attori, alcuni personaggi di questo mondo mi infastidiscono senza avere alcuna particolare colpa. Quest'anno, però, ho avuto il piacere di rivalutare un interprete che è tornato alla ribalta internazionale grazie al suo ultimo lavoro. E chissà, potrei puntare proprio su di lui nel mio TOTO-OSCAR..
Ammetto che, fino a pochi mesi fa, il nome di Casey Affleck mi era abbastanza indifferente, se ignoriamo il fastidio legato al suo legame di sangue con uno degli attori più odiato da queste parti. Sì, si parla proprio del buon Ben, tanto appassionante come regista quanto demoralizzante davanti alla cinepresa. Casey, però, in ventidue anni sul grande schermo, è riuscito a seguire un percorso particolare, lontano dagli standard hollywoodiani e dalle dinamiche dei blockbusteroni che spesso hanno inghiottito il fratello maggiore. Nel 1995 debutta, infatti, nel grottesco noir Da morire al fianco di Nicole Kidman e Matt Dillon nei panni del giovane sociopatico Russell. Questa sua prima apparizione inaugura un interessante sodalizio con il regista Gus Van Sant.

A due anni di distanza dall'esordio, l'attore statunitense torna ad essere diretto dal sopracitato regista nel pluripremiato Will Hunting - Genio ribelle, pellicola che fece guadagnare un Oscar al fratello Ben e a Matt Damon.
Gli anni Duemila si avviano con numerosi impegni di diverso genere: si parte dalla brillante trilogia action degli Ocean's firmata da Steven Soderbergh, si passa dal remake The Last Kiss di Tony Goldwyn e da commedie più leggere e spensierate per raggiungere finalmente il successo di critica e pubblico.


Con L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, insolito dramma western in cui Affleck recita al fianco di Brad Pitt, arrivano i primi riconoscimenti a livello internazionale. La sua performance porta in via la complessa e controversa figura del criminale Bob Ford e mette in evidenza le sue doti recitative che gli valgono una candidatura ai Golden Globes e agli Oscar. Il 2007 rappresenta un'importante conferma per l'attore che interpreta anche il protagonista di Gone Baby Gone, thriller tratto dall'omonimo romanzo di Dehane adattato per il grande schermo da Ben Affleck, qui anche in veste di regista.

Dopo tre anni di lontananza dalle scene, Casey debutta alla regia con l'incompreso Joaquin Phoenix - Io sono qui, mockumentary realizzato insieme al collega ed amico di sempre. Il film, purtroppo, diventa noto più per le sue controverse implicazioni legali che coinvolgono tuttora l'attore/regista che per il suo valore sperimentale. Dopo alcune apparizioni in film di nicchia, Affleck collabora con Christopher Nolan nell'imponente sci-fi Interstellar, condividendo la scena con Matthew McConaughey, Jessica Chastain e Michael Caine. Il grande successo torna con la sorprendente e più recente produzione Amazon Studios, il delicato Manchester by the Sea.


Una carriera sicuramente insolita in cui non sono mancati alti e bassi, successi e momenti da dimenticare. Con il suo ultimo film, Casey Affleck ha già conquistato un Golden Globe come miglior attore protagonista in un film drammatico: la strada verso l'Academy Award sembra in discesa anche se le voci legate alle sue vecchie cause legali si sono diffuse nuovamente - e ricordiamo che spesso le cerimonie vengono influenzate da queste circostanze..


I must watch:

L'assassinio di Jesse James - Gone Baby Gone - Manchester by the Sea

domenica 19 febbraio 2017

"Barriere" di Denzel Washington


Titolo: Barrier

Titolo originale: Fences

Un film di Denzel Washington con Denzel Washington, Viola Davis, Mykelti Williamson, Jovan Adepo

Genere: drammatico

Durata: 138 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 2016

Voto: 3/5


"C'è chi costruisce recinti per tener lontana la gente, chi per rinchiuderla."


venerdì 17 febbraio 2017

Oscar Stories - Elle est Isabelle Huppert

Mai una categoria degli Oscar, a mio parere, si è rivelata così ben assortita come quella della migliore attrice protagonista di quest'anno. Mai la frase di rito "C'è l'imbarazzo della scelta" si è rivelata tanto azzeccata. La verità è che, alla vigilia, tutti puntavano sul superfavorito dell'anno, La La Land, e sui suoi protagonisti. Il tempo e le diverse valide uscite al cinema hanno mescolato un po' le carte in gioco spostando l'attenzione su una serie di strepitose interpretazioni al femminile. Il merito di tutto questo è da attribuire ad attrici capaci di mettersi continuamente in discussione, di accettare le sfide di ruoli non semplici. Il personaggio dell'odierna puntata di Oscar Stories incarna tutto questo.

Vi ricordo che avete tempo fino al 25 febbraio per partecipare al nostro TOTO-OSCAR e per provare a vincere due fantastici ebook!
Capelli rossi, sguardo deciso ed eleganza: sono questi i caratteri distintivi di Isabelle Huppert, attrice francese candidata per la prima volta al premio Oscar. Incredibile pensare a quanti anni di carriera siano serviti alla Huppert per ottenere i primi riconoscimenti oltreoceano. Il suo debutto cinematografico risale infatti al lontano 1971, quando a soli 18 anni prese parte a I primi turbamenti, film che ironicamente con il suo titolo riassume l'animo tormentato ed estremamente complesso della maggior parte dei personaggi da lei interpretati durante la sua lunga carriera.

Negli Settanta lavorò con diversi importanti registi francesi tra cui Claude Sautet, Bertrand Tavernier e il premio Oscar Bertrand Blier. Nel 1978 arriva il suo primo importante ruolo da protagonista in La merlettaia che le regala un David di Donatello e le assicura una candidatura al premio César. Pochi anni dopo arriva anche il suo primo film in lingua inglese, il discusso I cancelli del cielo diretto dal compianto Michael Cimino. Gli anni Ottanta registrano, quindi, una serie di prestigiose collaborazioni con cineasti del calibro di Jean-Luc Godard e Claude Chabrol, imponendosi come attrice ricercata.


Dopo aver vinto il prestigioso premio Cesar nel 1996 per Il buio nella mente, la Huppert torna a far parlare di sé con il controverso La pianista di Michael Haneke, film incentrato su una donna, i suoi difficili rapporti e le sue morbose ossessioni nonché fragilità d'animo. Con il suo essere diretto e "scandaloso", la pellicola non lasciò indifferenti pubblico e critica: presentata in concorso al festival di Cannes del 2001, La pianista ottenne il Grand Prix speciale della Giuria e due premi per le migliori interpretazioni dei due protagonisti. Al fianco dell'attrice compariva l'allora ventisettenne Benoit Magimel, il tremendo Lucas Barres di Marseille.

Il grande successo internazionale si ripete nel 2016 con l'uscita di Elle, lungometraggio che racconta la storia di una donna dal carattere tagliente che, dopo avere subito violenza, inizia un'ossessiva e spietata ricerca dell'aggressore dando inizio ad un racconto dal retrogusto di amara vendetta. Ai Golden Globes, da sempre anticamera degli Academy Award, questo titolo e la sua straordinaria protagonista non sono passati inosservati. Chissà, forse la statuetta dorata più importante della storia del cinema potrebbe tornare in terra francese a nove anni dalla straordinaria vittoria di Marion Cotillard per La vie en rose.


La corsa per la migliore attrice protagonista sembrava una gara a due tra Emma Stone e Natalie Portman: il nome di Isabelle Huppert, però, potrebbe creare non pochi problemi!

I must watch:
La merlettaia - La pianista - Elle


giovedì 16 febbraio 2017

Oscar Stories - Nessuna barriera per Denzel Washington

Tra esordienti e giovani talentuosi, anche quest'anno, non mancano i grandissimi nomi tra i candidati agli Oscar di quest'anno. Si tratta di interpreti, sia maschili che femminili, che nel loro curriculum possono già vantare importanti riconoscimenti tra cui anche Academy Award. La loro nomination, spesso, rappresenta un gradito ritorno alle luci della ribalta internazionale. L'occasione diventa ancora più speciale se l'attore in questione è in gara con un film di cui è anche regista.

Non molti attori rientrano nella ridotta lista dei plurivincitori di un Oscar. Ancora di meno sono gli attori afroamericani ad avere vinto due di questi premi. E' il 1990 l'anno in cui Denzel Washington conquista la sua prima statuetta come migliore attore non protagonista in Glory - Uomini di gloria, a quasi tre decenni di distanza dalla rivoluzionaria vittoria di Sidney Poitier. Dodici anni dopo, l'attore nato a Mount Vernon bissa il successo trionfando come migliore attore in Training Day. E' evidente che si sta parlando, sotto qualsiasi prospettiva, di uno dei migliori attori degli ultimi trent'anni e i fatti, ancora una volta, lo confermano.

La prima delle sue 7 nomination all'Oscar risale al 1988 con Grido di libertà. Nei panni dell'attivista sudafricano Steve Biko, Denzel Washington, sotto la regia del compianto Richard Attenborough, si impose all'attenzione del grande pubblico con un ruolo importante ottenuto dopo diversi anni di dura gavetta nel mondo dei film e delle serie dedicate al piccolo schermo. Da quel momento il nome dell'attore iniziò a figurare nei cast delle più interessanti pellicole degli anni Novanta, dal sopracitato Glory all'impegnato Philadelphia, senza dimenticare le importanti collaborazioni con il regista Spike Lee.

Il terzo millennio si apre con il suo secondo importantissimo riconoscimento, con l'inizio del sodalizio con Tony Scott e Antoine Fuqua e con il suo debutto alla regia nel 2002 con Antwone Fisher. Attore versatile ed estremamente dinamico nella sua carriera, Denzel Washington riesce sempre a portare sul grande schermo personaggi complessi impossibili da definire con semplici etichette. Nei suoi film, anche nei meno apprezzati o conosciuti, l'attore statunitense ha saputo dare profondità a figure mai banali, mai scontate capaci di conquistare il cuore e l'affetto del pubblico - e della critica - nonostante le loro essenziali sfumature più cupe.

Il 2017 potrebbe rappresentare l'anno dell'ennesima importante svolta nella carriera di Denzel che, con la sua terza regia di Fences, il 26 febbraio sarà in gara per ben due categorie, quella di migliore attore protagonista e quella per il miglior film. Con il suo ultimo film, l'attore approfondisce uno dei pochi lati del cinema che nella sua lunga carriera non aveva ancora esplorato, affrontando la trasposizione cinematografica di una piece teatrale vincitrice del premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1983. Una sfida importante che Washington porta a termine con buon successo.


A mio parere, la sua performance in Fences non è tra le sue migliori ma sicuramente darà del filo da torcere al favorito della vigilia, Casey Affleck.

I must watch:
Training Day - American Gangster - Flight