Titolo: Una donna promettente
Titolo originale: Promising Young Woman
Un
film di Emerald Fennell con Carey Mulligan, Bo Burnham, Alison Brie, Clancy Brown, Jennifer Coolidge, Laverne Cox
Genere: thriller, commedia
Durata: 113 min
Ambientazione: Stati Uniti
Anno: 2020
Voto: 5/5
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La promettente carriera universitaria alla facoltà di medicina è ormai un ricordo polveroso del passato di Cassie (Carey Mulligan), giovane donna che dopo aver abbandonato gli studi ha scelto di "accontentarsi" di una vita che sembra non rispondere né al suo talento né alle aspettative coltivate ossessivamente dai suoi genitori. Lontana dal locale in cui lavora, tuttavia, Cassie si trasforma in un angelo vendicatore che cerca di riportare giustizia dopo aver visto appassire e morire la sua migliore amica rimasta vittima inascoltata di uno stupro nel corso di una festa al college. Incontri inaspettati e grandi ritorni dal passato potrebbero cambiare tuttavia la rotta del suo cammino di vendetta mettendo anche in discussione ogni sua certezza.
Girly: 5 lettere per identificare con toni dispregiativi o paternalistici un immaginario femminile, frivolo, abbellito da toni pastello. Emerald Fennell abbraccia questa architettura di consolidati stereotipi della narrazione al femminile, gioca con i riferimenti pop e stravolge per assurdo canoni cinematografici con il suo primo lungometraggio da regista, Una donna promettente. Preceduto dal clamore scatenato soprattutto sul web dall'esplosivo trailer, questo film - che vanta anche Margot Robbie alla produzione - rappresenta una ventata di aria fresca per il microcosmo delle grandi protagoniste femminili sfaccettate, dotate di una profondità complessa che sfugge a dualismi sempliciotti. Per questo, forse, l'arrivo sulle scene di questa moderna Cassandra, talmente spietatamente attuale da non essere sempre creduta, ha diviso così tanto il pubblico e la critica.
Fennell, che firma anche una sceneggiatura impeccabile riconosciuta anche all'ultima edizione degli Oscar, poteva facilmente rifugiarsi nella semplice critica dei Boys will be Boys, regalando un banale revenge movie di netti contrasti, in cui ogni personaggio sarebbe stato facilmente identificabile come amico o nemico. Una scrittura lucida e consapevole, tuttavia, ignora questa possibilità e imprime su pellicola, sequenza dopo sequenza, una protagonista dalle mille sfumature, mossa da intenti lodevoli ma spesso in conflitto con i suoi obiettivi e necessità.

Le note di brani di Paris Hilton e Britney Spears, in un tripudio di pop anni 2000, accompagnano il percorso di vendetta della protagonista che si snoda attraverso capitoli, incontri e rivelazioni che segneranno profonde svolte nella vita di Cassie, proprio come in una versione rivisitata e attuale de Il Conte di Montecristo. Grazie anche a una fotografia curatissima che gioca soprattutto con i toni del rosa e dell'azzurro, diventa quindi impossibile trovare un'unica scena rappresentativa: la walk of shame iniziale perfettamente orchestrata a livello di regia e sceneggiatura, la sequenza musicale malinconica nel supermercato e la climax finale dell'addio al celibato sono solo alcuni dei momenti cardine di un lungometraggio estremamente riuscito anche nella sua disarmante semplicità. Proprio come la semplicità e naturalezza con cui Carey Mulligan si cala in un ruolo complesso e controverso, dando vita a una delle migliori interpretazioni della sua carriera che ancora grida al furto dei maggiori riconoscimenti della passata Award Season.

La riuscita di questo progetto cinematografico capace di affrontare a viso aperto le insidie della cultura dello stupro però è da attribuire anche ad un travolgente cast di supporto in cui spicca soprattutto Bo Burnham, stand up comedian prestato al grande schermo che in passatto aveva già dimostrato il suo talento anche dietro alla camera con Eigth Grade. Questo azzeccato microcosmo di ottime scelte attoriali è coordinato alla perfezione dalla stessa Fennell che riesce così anche a nascondere alcune discontinuità alla regia soprattutto nella seconda parte.
Emerald Fennell consegna il film giusto al momento giusto ma senza malizia ma anzi con grande conoscenza e consapevolezza. Chissà se il grande pubblico saprà rendersene conto.
Ho parlato di questo film anche nell'episodio #66 di
Effetto Vertigo Podcast, occasione in cui ho potuto anche ampiamente manifestare il mio nuovo amore per Emerald Fennel:
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Per me uno dei migliori film in assoluto dell'anno appena trascorso. Potente, comunicativo e per niente banale.
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