Titolo: Agatha Christie - La serie infernale
Titolo originale: The ABC Murders
Cast: John Malkovich, Rupert Grint, Tara Fitzgerald, Henry Goodman, Shirley Henderson, Freya Mavor, Kevin McNally
Genere: giallo, drammatico, thriller
Episodi: 3
Voto: 2,5/5
Hercule Poirot (John Malkovich) ha trovato un nuovo sanguinoso sfidante. Il celeberrimo detective belga, infatti, è il destinatario di alcune criptiche lettere che un mittente misterioso invia includendo alcuni indizi sui suoi prossimi delitti. Il modus operandi del serial killer è semplice quanto agghiacciante: scegliere una vittima in base alle sue iniziali e al luogo in cui si trova. Questa strategia rigorosa sarà una sfida intrigante per Poirot alle prese con delitti sempre più sconvolgenti.

Il repertorio letterario costruito anno dopo anno dalla penna di Agatha Christie con le avventure di Hercule Poirot è un patrimonio di indecifrabile valore per la BBC, da sempre in prima linea nel riproporre i più grandi titoli del canone della regina del giallo. Agatha Christie - La serie infernale è la quarta miniserie di questo tipo sviluppata sotto il controllo creativo della sceneggiatrice Sarah Phelps. Per questo motivo, sin dai primi minuti della narrazione, è possibile riscontrare gli stessi problemi - o libertà, secondo altri punti di vista - riscontrabili già nella sua prima incursione tra gli adattamenti di cult dell'autrice britannica, Dieci piccoli indiani, con una piccola differenza: questa volta, al centro della scena, vi è uno dei detective più radicati nell'immaginario comune, soprattutto grazie alle popolarissime versioni su piccolo e grande schermo di David Suchet e Albert Finney. John Malkovich, tuttavia, sulla carta non aveva nulla da invidiare a questi illustri predecessori.
Un Poirot decadente, annoiato e triste domina totalmente la scena di questi tre episodi. La versione crepuscolare proposta da Malkovich è volutamente distante da qualsiasi termine di paragone e, in parte, anche dal detective belga in formato cartaceo. Questa scelta, condivisibile o meno, riesce comunque a proporre una raffigurazione di questo personaggio totalmente inedita, supportata dal carisma silenzioso e discreto dell'attore protagonista. La scrittura del personaggio, tuttavia, non valorizza questi cambiamenti audaci che, invece, finiscono per appesantire inutilmente il racconto. L'approccio scelto per questo adattamento, inoltre, stride fortemente con le aspettative nel momento in cui dipinge il contesto delle investigazioni di Poirot. La rappresentazione dark, terribilmente cupa ed esplicita cozza troppo con il materiale di partenza e non può nemmeno essere giustificata, come nel caso di Dieci piccoli indiani, da una rivisitazione sanguinosa accompagnata da solide costruzioni di tensioni e ansie. La componente psicologica di The ABC Murders, infatti, rimane schiacciata totalmente da uno script che preme l'acceleratore su una raffigurazione quasi vittoriana.
Delle buone interpretazioni, nonostante i forti limiti della scrittura, non basteranno ad addolcire la visione di questa miniserie per gli occhi di un appassionato dei romanzi originali. Se, invece, la narrazione dovesse essere accolta come un semplice giallo quasi noir come tanti altri in cui il protagonista, per una serie di coincidenze si chiama Poirot, la visione potrebbe avere risultati differenti.
Non avendo letto i romanzi non posso contraddirti da appassionata degli originali che tu sei, diciamo che trasposizione o meno, non mi è dispiaciuta, come per gli altri prima. Una cosa è certa, senza Malkovich, quello sì che sarebbe stato un gran problema per questa miniserie.
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