Titolo: Storia di un matrimonio
Titolo originale: Marriage Story
Un film di Noah Baumbach con Adam Driver, Scarlett Johansson, Laura Dern, Alan Alda, Ray Liotta
Genere: drammatico
Durata: 136 min
Ambientazione: Stati Uniti
Anno: 2019
Voto: 4/5
Charlie Barber (Adam Driver) è un regista teatrale apprezzato da pubblico e critica. Proprio in occasione di una delle sue produzioni incontra Nicole (Scarlett Johansson), giovane attrice arrivata a New York dopo piccole parti in lavori cinematografici a Los Angeles. I due si innamorano e si sposano, preparandosi così a una vita di gioie e dolori condivisi insieme anche a loro figlio Henry. Una grande occasione per la carriera di Nicole, tuttavia, metterà in crisi la coppia, portando a una separazione difficile da affrontare.

A due anni da The Meyerowitz Stories, Noah Baumbach torna al cinema - e anche su Netflix - con un nuovo film che sceglie di raccontare ancora una volta una semplice storia. In tutta la semplicità della narrazione di Storia di un matrimonio si racchiude infatti il cinema del regista newyorkese concretizzandosi in una pellicola perfettamente complementare al suo precedente Il calamaro e la balena, film del 2005 che raccontava un divorzio dal punto di vista dei figli. Il film presentato all'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, invece, mette al centro del palcoscenico i protagonisti, la coppia e la sua storia.
La sceneggiatura di Baumbach, insinuandosi con travolgente delicatezza nelle dinamiche della separazione di una coppia, ha dettato brillantemente ritmi e toni di una storia che a prima vista potrebbe sembrare una versione di Kramer contro Kramer per le nuove generazioni. I due film, tuttavia, imperniandosi sullo stesso fulcro narrativo, non potrebbero essere più diversi anche se non necessariamente di differente prestigio. Il film del 1979, infatti, è la storia di un legame dissolto, di nodi sciolti mentre paradossalmente Marriage Story si avventura tra gli sfilacciamenti di un legame spezzato. Gli ultimi filamenti emotivi diventano così lo spirito e la forza di una narrazione perfettamente intrecciata con le splendide performance dei due protagonisti.

Ironico pensare che, prima di questo film, il duo Driver-Johansson sembra il più improbabile di sempre. La prima, ex-musa di Allen e ora star dei cinecomic, sembrava essere fin troppo in contrasto con uno degli attori più apprezzati dal cinema indie e autoriale - ma con qualche preziosa comparsata in grandi saghe - degli ultimi anni, oltre che uno dei nomi su cui molti scommettono per il futuro sul grande schermo. Questa strana sensazione davanti alla coppia, forse, è proprio un valore aggiunto a due performance uniche nel vivere con tutto il loro potere il dolore di un divorzio in una realtà in cui ogni rapporto personale è considerato pura routine, come ricordato sottilmente dall'avvocato divorzista Nora (una grande Laura Dern). Driver, tra i potenti monologhi a lui affidati, è il vero motivo per cui questo film è una visione imperdibile che va oltre la semplice bravura di scrittura e interpretazione.
Rimango sorpreso nel vedere tante valutazioni positive di questo film, ma solo perché non mi sembra poi una storia così tanto originale, di matrimoni tanti esempi cinematografici, però ovviamente la copertina non basta, devo giustamente prima vederlo ;)
RispondiEliminaIn realtà proprio da un soggetto tutt'altro che originale, Baumbach, con l'aiuto di due protagonisti strepitosi, riesce a trovare una voce unica :)
EliminaE' uno dei migliori film dell'anno. Agli Oscar temo sconterà il pregiudizio dell'Academy verso Netflix, ma aldilà di questo rimane un prodotto notevole. Mi è piaciuto molto, fin dalla prima visione a Venezia.
RispondiEliminaLe candidature sono arrivate ma ho paura che la serata della cerimonia non sarà particolarmente felice. Tutte le categorie sono praticamente impossibili per Marriage Story :(
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