giovedì 22 novembre 2018

"First Man - Il primo uomo" di Damien Chazelle

First Man - Il primo uomo

Titolo: First Man

Un film di Damien Chazelle con Ryan Gosling, Claire Foy, Corey Stoll, Pablo Schreiber, Jason Clarke, Kyle Chandler

Genere: biografico, storico, drammatico

Durata: 141 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 2018

Voto: 3,5/5

3 e mezzo

Negli anni Sessanta il concetto di computer era qualcosa di estremamente astratto, fantascienza pura. I più complicati calcoli di orbite spaziali della NASA venivano ancora risolti con carta e penna. A Cape Canaveral qualche sognatore - o semplice folle? - pensò di poter portare l'uomo sulla Luna con poco più di 152 kByte(!) di memoria di computer. La cieca utopia, contro ogni previsione, si è realizzata nel luglio del 1969 in cui Neil Armstrong (Ryan Gosling) mise piede per la prima volta sul nostro satellite. Un'impresa che ha segnato una svolta, entrando nell'immaginario comune con toni epici e, non raramente, retorici.

First Man - Ryan Gosling
Fonte: ScreenRant
Un Oscar può cambiare radicalmente un'intera carriera: può segnare l'inizio del declino come può stimolare ulteriormente il premiato. Damien Chazelle, dopo il premio alla regia per "La La Land", sceglie di mettersi in discussione, di avventurarsi in territorio ignoti. Il suo nuovo film prende alla lettera questa sua volontà: First Man - Il primo uomo è un bio-pic che racconta lo sbarco sulla Luna, una delle avventure più coraggiose della storia dell'umanità nonché uno degli eventi più importanti del ventesimo secolo.

Dalle passeggiate danzanti ai balzi sulla Luna, il passo è breve: Ryan Gosling torna a collaborare con Chazelle in veste di protagonista. E' lui Neil Armstrong, il primo uomo a realizzare il sogno spaziale degli Stati Uniti. Non si può apprezzare un'espressività fuori dal comune ma, senza alcun dubbio, una performance giustamente misurata: il suo Armstrong è segnato da una grossa perdita, è un uomo temprato dai dolori più difficili che lo hanno portato a chiudersi, a imprigionare dentro se stesso ogni emozioni. La solitudine delle claustrofobiche - e spaventosamente scricchiolanti! - navicelle della NASA sembra essere il suo habitat naturale ma la sua vita avrebbe sicuramente avuto una traiettoria diversa senza la moglie Janet, una splendida Claire Foy che fa luce su chi, quell'evento straordinario, l'ha vissuto sulla Terra ma non senza altrettanto coraggio. Nonostante la sceneggiatura di Josh Singer non brilli per grandissima originalità, il film riesce ad emozionare con sequenze di grande impatto e scelte registiche e non che prendono le distanze dalla più classica e banale celebrazione dell'eroe che questa pellicola sarebbe potuta diventare. Insomma, senza troppa fatica, Chazelle ha saputo farci tornare sulla Luna con sogni e tanto cinema!

Fede Stories.


Per saperne di più:


8 commenti:

  1. Ho apprezzato il taglio volutamente anti spettacolare dato al film, un viaggio dalla terra alla luna per elaborare un lutto. Non posso dire che il ritmo mi abbia conquistato (la prima metà del film non va avanti) e nemmeno che il film mi sia piaciuto, però ha delle cose da dire e lo fa bene, in maniera coerente con le tematiche che tanto piacciono a Chazelle, ho ancora dei problemi con il suo cinema, ma il ragazzo sa il fatto suo ;-) Cheers!

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    1. L'inquietante scricchiolio delle navicelle NASA racchiude tutti i pro e i contro di questo film. Qualcosa non funziona ma il risultato, costruito a volte un po' macchinosamente, è comunque di grande livello. Il buon Chazelle, anche senza vestire i panni di sceneggiatore, sa come mettere il suo zampino in ogni grande storia :)

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  2. Devo vederlo, ma l'aura di pesantezza scoraggia...

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    1. Eh.. su questo concordo con Cassidy: la prima parte è piuttosto faticosa. Poi si riprende decisamente. Tuttavia, nel complesso, non ho particolarmente patito la lunga durata: Chazelle e tutta la squadra sanno bene come conquistarmi :)

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  3. A me è piaciuto molto, soprattutto per il coraggio di demistificare il Sogno Americano (mostrando i rischi e le difficoltà dei cosmonauti, tutt'altro che eroi) e per il taglio intimista del film. Forse non troppo scorrevole nella prima parte, ma si riscatta ampiamente nel finale (con le voci dei veri protagonisti). Nel complesso un'opera importante e rigorosa.

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    1. L'approccio di Chazelle, distante anni luce dai più canonici, mi è piaciuto ed è sicuramente il punto più forte di questa pellicola. Non mi ha completamente conquistato proprio per una prima parte un po' macchinosa, fin troppo per un regista che ci aveva abituato a grandi cose :)

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  4. Giudizio tiepido anche per me. Cioè, non che non mi sia piaciuto, ma non mi ha dato quel guizzo che mi sarei atteso da Chazelle.
    In ogni caso un buon biopic

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    1. Per quanto mi riguarda, è mancato davvero quel "turbo" in più capace di rendere completamente memorabile il film che rimane comunque di grande qualità :)

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