venerdì 13 aprile 2018

"Ready Player One" di Steven Spielberg

Ready Player One

Titolo: Ready Player One

Un film di Steven Spielberg con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, T.J. Miller, Simon Pegg, Mark Rylance

Genere: azione, fantascienza, avventura

Durata: 140 min

Anno: 2018

Voto: 4/5

4

Level One

Veloce, veloce, bisogna parlare subito dell'ultima genialata frutto della regia di Steven Spielberg. Si accende il computer, si stacca la spina dalla monotona quotidianità e si entra nel magico mondo della blogosfera con l'avatar Stories. Ecco la prima grande sfida: evitare tutti gli spoiler sul film che dal 28 marzo hanno invaso il web come tanti colorati fantasmi di pac-maniana memoria in completa agitazione tra gli indirizzi internet. E' stata una difficile Adventure da portare a termine ma Stories, tra asteroidi di spettatori estasiati, tempeste e invasioni di astronavi deluse, è riuscita nell'impresa arrivando sana e salva al secondo livello conoscendo finalmente Parzival (Tye Sheridan), il vero protagonista di questa storia al cinema.

Ernest Cline
Fonte: YouTube
Level Two

Il gioco si fa difficile. Ora si gioca alla guerra termonucleare globale! Se all'apparenza, anche agli occhi reali dell'alter ego di Parzival, tutto poteva sembrare un semplice giocattolone frutto di una brillante immaginazione nostalgica. E' qui che il dinosauro statunitense della fantascienza cinematografica, sfodera tutte le sue armi per andare oltre la semplice ricerca del Sacro Graal della cultura pop. Sfruttando una narrazione lineare e personaggi dalle psicologie semplici ma efficaci, lo zio Steven si lancia con una ruggente DeLorean in un mondo di divertimenti e di tradizioni della settima arte e, chiedendo non troppo insistentemente allo spettatore di giocare insieme a lui, riscopre il piacere di raccontare con tono accogliente e onesto una bella storia di cambiamenti ed emozioni.

Ready Player One Film
Fonte: Everyeye
Level Three

Ah, ma bastava così poco per passare al livello successivo? Il terzo step, però, è senza dubbio il più complesso e discusso, è quello che ha fatto storcere il naso ad alcuni e a fatto la differenza per altri. Spielberg con una maestria che solo a lui appartiene fa un'incursione degna di nota nell'universo che tanto spopola negli ultimi mesi su piccolo e grande schermo, un regno di citazioni e riferimenti a dei mitizzati anni Ottanta. Nel farlo sceglie di rivolgersi al più ampio pubblico possibile includendo anche coloro che la febbre di quel decennio non l'hanno vissuta se non attraverso i ricordi e, appunto, le storie degli adulti. Il regista trova così un punto di contatto tra generazioni costruendo mattoncino dopo mattoncino un film per famiglie che è contemporaneamente per grandi e piccini parlando la lingua universale per eccellenza: la cultura pop. Con questo stesso codice, il film, però, comunica un messaggio ancor più importante sul contrasto tra mondo reale e virtuale elevandosi, in conclusione, come il punto di svolta per un cinema d'intrattenimento che, sì, deve conoscere le sue grandi tradizioni, ma deve anche trovare nuovi orizzonti.

Sarà questo il GAME OVER della dilagante nostalgia di tempi non vissuti?
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Ma che succede?

Extra Life
Extra Life!


Questa vita extra, dedicata a chi ancora non ha perso la curiosità per questa storia, potrebbe essere una buona occasione per avventurarsi anche tra le pagine del libro di Ernest Cline, pubblicato nel 2011, che ha ispirato l'omonimo film di successo. Il lettore può vivere un viaggio emozionante in un futuro distopico in una periferia degradata al fianco del giovane protagonista Wade che, una volta eseguito l'accesso alla magica realtà virtuale di OASIS, si scatena nei panni di Parzival nella agguerrita caccia all'Easter Egg, il misterioso trofeo nascosto abilmente dal genio dell'informatica James Halliday.

Nel libro la componente videoludica trova più ossigeno che sullo schermo: l'autore scatena la sua passione verso questa materia e rielabora grandi classici sotto forma di difficili prove. Le citazioni, dal mondo del cinema a quello della musica passando per la letteratura e la televisione, sono infinite ed è quasi impossibile coglierle tutte. Tuttavia, il tono della storia risulta sempre amichevole e divertito, mai enciclopedico o presuntuoso. Le tre prove, infatti, sono una lettera d'amore a cult del mondo pop, un omaggio di un appassionato. In questo Cline si rivolge, accordandosi perfettamente allo spirito dei più celebri film di Spielberg, ai sognatori, a coloro che si cibano di immaginazione e suggerisce la possibilità di immaginare un proprio mondo. Le sfumature di messaggio e significato tra libro e sua trasposizione sono molto diverse ma, senza alcune dubbi, molto interessanti. Sulla carta stampata, comunque, la caccia a questi omaggi inseriti dall'autore si fa ancora più avvincente ed appassionante pur non rendendo il messaggio finale potente tanto quello del film. A proposito di easter-egg: avete trovato tutti quelli presenti in questo post?

Voto: 3,5/5


22 commenti:

  1. ma del mio idolo Simon Pegg? Ancora non ho capito che parte fa :P

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    1. E' un po' il Steve Wozniak della situazione, se conosci la storia della Apple..

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    2. Esatto, la descrizione di Fabrizio calza alla perfezione... non si può dire di più per non svelare troppi dettagli ;) Rimane comunque idolesco anche se non proprio al centro della scena!

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  2. Mi piace questa recensione videoludica!
    Il film mi è piaciuto la mi sono uscito dal cinema con un po’ di dubbi che però non riesco a decifrare! XD
    Ho anche iniziato il libro che per ora, per quanto racconti la stessa storia, mi sta dando sensazioni diverse.

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    1. Libro e film si differenziano per messa in 'scena' delle prove ma anche per piccole sfumature di significati e psicologie. In poco più di trecento pagine, Cline riesce ad approfondire molto il viaggio nell'immaginario della pop culture e suggerisce diversi input di riflessione su temi importanti e molto diversi fra loro. Spielberg ci mette però quel pizzico in più, indefinibile ma incisivo con quello strano messaggio sul dilagante nostalgismo dal sapore agrodolce... Impossibile da descrivere proprio come il tuo dubbio! Pensaci su e poi fammi sapere :)

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  3. Film comunque da godere al cinema, sia per gli effetti speciali sia per i momenti "corali" da orgasmo nerd :) Anche a me è rimasto qualche dubbio, e devo ancora capire cosa..

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    1. Il mondo 'avatarizzato' mi è piaciuto parecchio nonostante al momento dell'uscita del trailer non mi avesse particolarmente entusiasmato. Tutti i momenti cult si sono poi incastrati alla perfezione in un mosaico colorato ed emozionante! Eh, lo so che la password di Sorrento in bella vista ti ha fatto un po' storcere il naso. In realtà credo che questo aspetto rientri perfettamente nell'impostazione videoludico-sbarazzina scelta per il film: il villain, superbo e presuntuoso, rimane vittima di un piccola ma non per questo insignificante svita. Lo stesso si può dire di diversi personaggi secondari come i-Rock - una delle più grandi differenze tra libro e pellicola - 'costretti' a ripetere le stesse battute. Insomma, io, positivamente, interpreto il tutto come una volontà di provare a mettere in scena in modo non troppo vistoso i meccanismi di alcuni vecchi videogiochi :D

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  4. A tua volta hai reso omaggio ai videogames, gran post! Ho però due Spielberg in due giorni, qui davvero mi si vizia ;-) Cheers

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    1. Questa settimana è stata un'eccezione, lo giuro. Non è da escludersi che il buon Steven, quello in gran forma, possa tornare tra un paio di settimane! Si può dire.. S P O I L E R? ;)

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  5. Film stupendo (con qualche ingenuità di trama), ne parlerò tra qualche giorno sul blog anch'io :D

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    1. Se non erro.. prima movie-review del tuo angolino web, o mi è sfuggito qualcosa? Passerò sicuramente a leggerti! :D

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  6. Ormai mi sento l'unico a non averlo visto, ma presto rimedierò.
    Il libro comunque lo adoro.

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    1. Gran lettura, senza dubbio: è stato un bel tuffo in un universo in cui videogiochi, film, musica e letteratura sono interconnessi! Cosa si può desiderare di più? :)

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  7. Film che è decisamente una spanna sopra al libro, che pur mi è piaciuto molto. Spielberg ha approfondito i personaggi ed è riuscito a modificare la storia rendendola molto più cinematografica, una gioia per chi ama la settima arte!

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    1. Concordo: la versione cinematografica ha saputo fare propria questa sua dimensione trovando la spinta in più per un grande successo capace di conquistare tutti i cuori di appassionati spettatori ;)

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  8. Appartengo alla categoria di chi non l'ha apprezzato, bellissimo visivamente, non ho nulla da dire sull'operato di Spielberg ma non mi ha conquistato.

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    1. Il reparto tecnico è senza dubbio di gran livello ed è riuscito, stranamente, a trovare un punto d'accordo un po' per tutti. Il film, invece, evidentemente trova pareri un po' più discordanti... Cosa non ti è piaciuto in particolare? :D

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  9. Film bellissimo, un omaggio totale alla cultura popolare sia degli anni '80 sia dei giorni nostri. La battaglia finale è cinematograficamente perfetta, ma la scena migliore, per me, è quella del secondo livello: un omaggio per nulla scontato all'horror più bello della storia del cinema.

    E questo film, al contrario di quanto molti han sostenuto, non è solo le sue citazioni.

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    1. Esatto, ho apprezzato il suo grande pregio di mettere in scena splendidi omaggi senza mai restarne all'ombra, riuscendo a mantenere una propria identità con una storia semplice ma diretta :)

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  10. Interessante recensione, grazie! Bello anche il collegamento con il libro, che purtroppo non ho letto. L'Operazione Nostalgia comunque è più che evidente!

    https://vengonofuoridallefottutepareti.wordpress.com/2018/04/05/ready-player-one-divertentissimo/

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    1. Ciao Sam, grazie a te! :)
      Sì, lo sguardo sul passato è un ingrediente indispensabile in questa ricetta cinematografica che, tuttavia, credo porterà ad un epilogo per l'Operazione Nostalgia tanto diffusa... sarà così? Vedremo!

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