SerialTeller
L'appuntamento di Stories. dedicato al piccolo schermo.
Tutte le volte la solita storia. Chissà che avrebbe detto Gene Roddenberry, ideatore dell'universo di Star Trek, nel lontano 1966 se avesse saputo che, a più di 50 anni di distanza, la settimana serie televisiva del franchise fantascientifico da lui creato sarebbe andata in onda con la collaborazione del colosso Netflix. Si sarebbe sfregato le mani e un sogghigno compiaciuto avrebbe animato il suo volto: la profezia di Spock di lunga vita e prosperità per questo mondo sembra essersi avverata, riconfermandosi ad ogni reincarnazione.

Dopo il progetto di rilancio cinematografico avviato nel 2009 da J.J. Abrams, la saga stellare più amata di sempre torna ad avventurarsi sul piccolo schermo.
Star Trek: Discovery, dopo una turbolenta fase di produzione, approda nuovamente nella sua dimensione originale, quella televisiva proponendosi, senza troppi segreti, come lo show capace di rinnovare rispettando le più radicate tradizioni, coinvolgendo sia i fan di lunga data (astrale) che nuove leve. Discovery - prende il nome dalla navicella della squadra della Federazione protagonista - ribadisce questo desiderio sin dagli affascinanti ed eleganti titoli di testa che si rivelano al pubblico dopo un pilot che cattura con l'introduzione di un cast eterogeneo e da una splendida messa in scena. Proprio questi due aspetti, puntata dopo puntata, si rivelano come i due principali punti di forza di uno show che, pur non essendo un vero e proprio colpo di fulmine, riesce ad appassionare gradualmente.
Il cambiamento, la scommessa per il futuro di questo universo si concentra nella scelta di una protagonista femminile, Michael Burnham, che ha i lineamenti di Sonequa Martin-Green, interprete statunitense capace di trovare il giusto equilibrio tra la componente umana e vulcaniana, un costante faccia a faccia tra emozioni e ragione. E' un personaggio complesso, da decifrare con il tempo, che riesce ad instaurare sin dal principio un legame con lo spettatore, anche con quello meno avvezzo a questo genere di visione.
Già, perché Star Trek: Discovery ha il grande pregio di costituire anche un ottimo punto di partenza per chi vuole avvicinarsi a questa grande tradizione. La messa in scena molto cinematografica e un ritmo narrativo in grado di ricreare la giusta tensione rendono decisamente appetibile questa visione in 15 buoni episodi. Non temete, però: la serie riesce con gli indispensabili easter egg a trovare i giusti omaggi che sapranno convincere i fan più appassionati. Le avventure al centro della storia, gli scontri con i temibili Klingon, infatti, si collocano temporalmente una decade prima della serie originale e tessono man mano diversi punti di contatto con l'inizio della leggenda e non solo.
E' importante, però, sottolineare anche i limiti di una serie che torna sul piccolo schermo in un'epoca in cui il genere sci fi è stato profondamente rivoluzionato in funzione del gusto del pubblico. Non sono poche, infatti, le serie che negli ultimi anni hanno cercato di raccogliere l'eredità di Star Trek con fortune alterne. Discovery accetta alcune sfide ma, con alcune puntate più spente, rallenta il ritmo creando forti discontinuità all'interno della storia. Un altro elemento che richiede profondi miglioramenti è la componente più cervellotica del prodotto, poco sviluppata in quest'ultimo esperimento televisivo. Intrighi articolati e giochi neanche troppo velati con le leggi della fisica trovano ossigeno solo attraverso pochi personaggi e in particolare con il capitano Lorca (Jason Isaac), figura enigmatica e magnetica dal grande carisma. Degni di nota, inoltre, anche i personaggi dell'esuberante ma scorbutico ufficiale scientifico Paul Stamets (Anthony Rapp) e del Kelpien Saru, l'ultima affascinante trasformazione di Doug Jones.
Perché vederla? Potrebbe diventare una sorpresa in particolare per chi non è solito a questo genere... basta trovare il coraggio di sopravvivere ai lunghi dialoghi in klingon!
Voto prima stagione: 7
Ho visto poco, ma sono felice che Star Wars sia tornato sotto forma di telefilm. E' la sua natura
RispondiEliminaAnche tu sei tra gli scettici del progetto cinematografico targato JJ? Guarda, a me nonostante tutto è piaciuto con la sua vena avventurosa. Il ritorno sul piccolo schermo è un grande evento, perfetto per vivere l'attesa per il prossimo film che vede tra gli artefici Tarantino... chissà cosa combinerà questa volta! ;)
EliminaIo, devo ammetterlo, forse mi sto trekkizzando fin troppo ahah ;D
RispondiEliminaSì, in generale, l'avvio è stato duramente criticato in particolare dai fan più nostalgici, confrontando questa nuova serie con The Orville, show completamente differente per genere e target. E' vero, molti aspetti allontanano Discovery dalla tradizione ma molti altri ne condividono il più puro intrattenimento... anche se ci mette un po' ad ingranare questa navicella!!
Uno Star Wars in TV mancava proprio! Sono riuscito a vedere solo le prime due puntate finora, ma spero di recuperarlo tutto quanto prima...
RispondiEliminaStar Trek da troppo tempo non tornava a mettere ordine in TV nel genere fantascientifico :D
Elimina...ok mi vergogno del mio refuso :D
RispondiElimina