lunedì 19 febbraio 2018

"The Post" di Steven Spielberg

The Post

Titolo: The Post

Un film di Steven Spielberg con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford

Genere: biografico, storico, drammatico

Durata: 115 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 2017

Voto: 3/5

3


All'alba degli anni Settanta i bollettini di guerra, giorno dopo giorno, si allungano insieme alle liste dei caduti dell'esercito statunitense in Vietnam. L'opinione pubblica condanna sempre più duramente l'operato del governo in Asia. Gli stessi analisti, inviati dal segretario della Difesa McNamara (Bruce Greenwood), comprendono che gli sforzi bellici sono vani e, talvolta, addirittura peggiorano la situazione. Uno di questi, Daniel Ellsberg (Matthew Rhys) decide di diffondere le sue osservazioni contenute in file del governo classificati top-secret. Questi documenti finiranno nelle redazioni del The New York Times e del The Washington Post. L'editrice di quest'ultimo, Katharine Kay Graham (Meryl Streep) dovrà confrontarsi con le sue responsabilità ma anche con le sue amicizie nel mondo politico.

Una scena del film
Fonte: Collider
Meryl Streep, Tom Hanks, Steven Spielberg e John Williams: bastano questi nomi per catturare l'attenzione e indirizzare la curiosità verso The Post, film che si tuffa nel mondo del giornalismo d'inchiesta riportando in superficie la cruciale pubblicazione dei Pentagon Papers. L'amato-odiato cineasta di Cincinnati riunisce il dream team della recitazione a stelle e strisce per raccontare una controversa pagina di storia statunitense che trova non pochi contatti con vicende ben più recenti, rievocando la grande tradizione del cinema più impegnato che tanto appassiona il pubblico Oltreoceano, sempre diviso tra presente e passato.

Gli intenti di quest'ultima pellicola di Spielberg appaiono chiari sin dai primi minuti che giocano sui contrasti tra conflitto sul campo e quelli più nascosti ma non per questo meno pericolosi: questa storia celebra la libertà di parola e di stampa in un'epoca in cui questi diritti appaiono sempre più minacciati. Certo, le macchine da scrivere e i metodi del decennio rappresentate sembrano lontanissime dai social e dal web dei nostri giorni. I pericoli, però, sembrano non cambiare mai. La sceneggiatura gioca proprio su questo aspetto, proponendo acutamente situazioni dalla duplice lettura che approfittano brillantemente dell'ambiguità dell'intera vicenda. Una messa in scena rigorosa ma priva di scelte veramente coraggiose consolida la componente meno sbarazzina del cinema del buon Steven che questa volta, però, può avvalersi di due ottimi protagonisti, una Meryl Streep e un Tom Hanks che trovano una buona intesa capace di coinvolgere lo spettatore pur non lasciandolo completamente senza parole.

Un film valido che però spreca buona parte del suo potenziale scegliendo la via più lineare e collaudata di questo genere complesso da affrontare.


Fede Stories.

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12 commenti:

  1. Un film che devo ancora vedere, ma leggendo un giro ho proprio notato che le persone lo ritengono "bello, ma non bellissimo"!
    Ottimo articolo, comunque :D

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    1. Grazie Kiral!
      Eh sì, ha avuto lo stesso effetto su molti: insomma, a modo suo, Spielberg è riuscito ancora una volta a mettere d'accordo tutti ;)

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  2. Vero, decide di giocarsela facile, a livello emotivo poi richiede un certo coinvolgimento verso la materia trattata. Ma Spielberg, anche quando si mette al servizio della sceneggiatura gira alla grande ;-) Concordo con la tua analisi, in particolare per quanto riguarda gli attori, gran bel post su "The post" ;-) Cheers!

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    1. Ciao, grazie ahah :)
      Sì, tutto scorre liscio senza intoppi, fin troppo. Un po' di 'incertezza' narrativa, forse, avrebbe movimentato il tutto. Sicuramente il pubblico statunitense ha vissuto diversamente da noi questa visione che, nonostante tutto, fa passare il suo importante messaggio.

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  3. Ancora mi manca, ma non ho voglia...

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    1. Eh, è il classico filmone dalla confezione un po' impolverata con l'etichetta Spielberg: tutto sommato saprà regalarti un buon paio d'ore neanche troppo impegnativo!

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  4. L'ho trovato davvero valido, uno dei migliori film (dell'ultimo decennio) di Spielberg. Molti giornalisti dovrebbero vederlo per ricordarsi cos'è il proprio lavoro.

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    1. E' indubbiamente un lavoro solido, molto curato e dettagliato in ogni sua parte. Credo però che non riesca a trovare la sua 'impronta', un modo ben riconoscibile e tutto suo capace di elevarlo a qualcosa di più di un buon film. Resta il fatto che è sicuramente diverse spanne sopra ad altre pellicole su questo tema :)

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  5. A me è piaciuto davvero tanto, il meglio di Hollywood al suo meglio: ogni tanto questi filmoni "classici" ci vogliono, riconciliano col mondo :)

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    1. Il sano e genuino "classicone" agli Oscar non manca mai ;)
      Sarà il genere ma non mi ha catturato completamente!

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  6. Assolutamente d'accordo. Un film fin troppo "perfetto", ben recitato, con attori splendidi, ma che... sì, sa un po' di "vecchio". Convenzionale, non ti sorprende praticamente mai (un po' come tutti i film dell'ultimo Spielberg)

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    1. Esatto, qualche piccola "sbavatura" voluta avrebbe aggiunto un po' più carattere! E' una specie simile al tipico "primo della classe" a tratti vanitoso ;)

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