Titolo: Call Me By Your Name
Un film di Luca Guadagnino con Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrell
Genere: drammatico, sentimentale
Durata: 132 min
Ambientazione: Italia
Anno: 2017
Voto: 3,5/5
In una Lombardia illuminata da un sole estivo di inizio anni Ottanta, il diciassettenne Elio (Timothée Chalamet), trascorre le sue vacanze in compagnia dei suoi genitori nella villa di famiglia. Le sue giornate sono scandite da esercizi al pianoforte, pranzi con familiari e pomeriggi con gli amici sulle rive di un vicino fiume. La sua routine viene scossa dall'arrivo di Oliver (Armie Hammer), studente americano ospitato dal suo professore, il padre di Elio (Michael Stuhlbarg), durante la preparazione della tesi universitaria. L'incontro tra i due ragazzi, con le loro storie ed esperienze differenti, segnerà la vita di entrambi.

La storia e la genesi di Call Me by Your Name è lunga e difficile. L'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di André Aciman ha raggiunto il grande schermo dopo un percorso complesso iniziato nel lontano 2007. Dopo diverse vicissitudini, la regia è stata affidata all'italiano Luca Guadagnino che ha presentato il suo film alla scorsa edizione del Sundance dando il via ad una lunga scia di successi di pubblico e critica in tutto il mondo. In tutto il mondo tranne in Italia, dove approda nei cinema solo nel 2018 con qualche polemica ed un trailer decisamente fuorviante.
Proprio così: il paio di minuti destinato a presentare al pubblico il film sembra dimenticarsi che il vero fulcro della storia è il legame tra Elio e Oliver con cui si racconta l'adolescenza e soprattutto la scoperta dei propri sentimenti e della loro spaventosa ma irrefrenabile forza. Un'ambientazione curata supportata da una fotografia attenta ai dettagli e ai piccoli ma indispensabili gesti inquadrano alla perfezione un coming of age film delicato che non si limita all'abusata etichetta di LGBT movie. Pur narrando la nascita e lo svilupparsi di un amore omosessuale in bilico tra la timidezza di carezze e l'esplosività del desiderio - entrambi sempre più palpabili con l'avanzare della narrazione -, infatti, questa pellicola racconta una storia di emozioni e sentimenti nel loro più universale significato, senza distinzioni di ogni tipo, attraverso un cast capitanato dalla giovane sorpresa Timothée Chalamet e dal sempre più in forma Armie Hammer, un duo più che riuscito sul grande schermo. Il buon ritmo, cullante e appassionante, viene rallentato da qualche vezzo un po' pretenzioso che indugia fin troppo sulle ambientazioni oppure enfatizza situazioni - il pranzo 'all'italiana' - un po' fuori luogo. Questo, però, non compromette un film che con originalità e un pizzico di coraggio riesce a lasciare il segno.

Per me, invece, un vero gioiello.
RispondiEliminaRiesce a essere carnale e angelico insieme, e non riesco proprio a capire come. Chalamet, nei titoli di coda, asfalta la concorrenza: magnifico.
Concordo sulla sua incredibile capacità di trovare un incredibile punto di accordo tra opposti senza per questo sminuirli. Le lunghe inquadrature fisse e alcuni personaggi secondari fin troppo sopra le righe però non mi hanno aiutato ad apprezzare appieno un film che, escludendo questi aspetti, è più unico che raro. :)
EliminaForse i punti deboli che vediamo noi, son punti di forza internazionali. Vezzi, indugiare su dettagli all'italiana... chissà :)
RispondiEliminaMoz-
Vero anche questo, visto il grande entusiasmo con cui questa pellicola è stata accolta all'estero! I premi raccolti fino ad ora sono comunque meritatissimi: un film di delicatezza veramente rara :D
EliminaOscar in arrivo? :)
RispondiEliminaEh, è in competizione nelle categorie più importanti e la concorrenza è tostissima! Magari, chissà.. una sorpresa in volata potrebbe starci! Vedremo ;)
EliminaIl pianto finale di Elio è uno dei più bei momenti di cinema di questa stagione :)
RispondiEliminaI minuti finali, incredibilmente intensi, sono tra i migliori pregi di questo film :D
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