Passa ai contenuti principali

In primo piano

"Panama Papers" di Steven Soderbergh

Titolo: Panama Papers
Titolo originale: The Laundromat
Un film di Steven Soderbergh con Meryl Streep, Gary Oldman, Antonio Banderas, Jeffrey Wright, Robert Patrick, David Schwimmer
Genere: commedia
Durata: 96 min
Ambientazione: Stati Uniti
Anno: 2019
Voto: 2,5/5

La vacanza dei sogni dei coniugi Martin si trasforma in un lampo in un dramma. La barca su cui Ellen (Meryl Streep) si trova per una gita, infatti, affonda tragicamente. Nell'incidente il marito perde la vita. La vedova inizierà così una difficile battaglia legale che la porterà a scoprire i segreti più sporchi di uno studio legale con sede a Panama City gestito da due istrionici personaggi di nome Jurgen Mossack (Gary Oldman) e Ramon Fonseca (Gary Oldman). Sono solo i retroscena di uno dei più grandi scandali finanziari di sempre.

L'ultimo lavoro di Steven Soderbergh arriva dalla 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia dove è stato presentato in concorso in anteprima. In seguito, il film è approdato direttamente…

SerialTeller #71 - Paura&Riscatto a Roma [Suburra st.1]

SerialTeller
L'appuntamento di Stories. dedicato al piccolo schermo.

SerialTeller

"Roma non si governa... al massimo si amministra!"


Questo afferma l'integerrimo politico Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro) che, nella sua carriera nell'ombra, ha sempre tenuto in alta considerazione valori come onestà e trasparenza. E' veramente così? Cosa succede in realtà all'ombra dei palazzi e dei secolari ed iconici monumenti dell'Urbe? Suburra - La serie, sulla scia dell'omonimo film del 2015 di Stefano Sollima, riavvolge il nastro e affonda la sua narrazione nel periodo in cui Aureliano Adami (Alessandro Borghi), futuro spietato Numero 8, e Spadino Anacleti (Giacomo Ferrara), fratello del boss sinti romano, iniziano la loro definitiva trasformazione in criminali sotto lo sguardo del "gestore" della criminalità della capitale, Samurai (Francesco Acquaroli).

Suburra - La serieC'era grande attesa per la prima serie tv italiana targata Netflix. Considerati i nomi in gioco - Michele Placido oltre a quelli già citati - e il successo riscosso dalla pellicola, si aspettavano grandi cose anche se, ragionando a mente fredda, forse due anni di attesa potevano giocare brutti scherzi. Dopotutto, il binomio città - criminalità è diventato una costante nelle produzioni del Belpaese  e, forse,  questo genere sta arrivando a saturazione. Suburra - La serie aveva la responsabilità di non ricadere nel banale portando una ventata di aria fresca e originale. Rischi altissimi, se evitati, portano grandi risultati.
Purtroppo non si può dire che l'impresa sia riuscita completamente. Certo, gli ingredienti chiave ci sono. La ricetta però, a mio parere, non si può considerare vincente soprattutto per un motivo.

Roma c'è ma non si sente, non si tocca, non si vede. No, non sono pazza, ho notato le ambientazioni all'ombra del Colosseo e le spiagge di Ostia ma non cambio idea. La serie muove i suoi passi seguendo tre indirizzi: Chiesa - Stato - Criminalità. Pur aprendo cercando timidamente lo 'scandalo' con la prima di queste tre anime, per tutti i dieci episodi il fulcro dell'attenzione rimane la criminalità con le diverse bande che si muovono soprattutto nella periferia e a Ostia, dove le grandi famiglie hanno interessi per nuovi sviluppi edilizi. Questa componente prende totalmente il sopravvento lasciando in ombra le altre nonostante diversi personaggi ne facciano parte. I due filoni narrativi rimanenti risultano quindi poco avvincenti e spesso trascurati svogliatamente. I cambi di location e ambientazione, inoltre, potevano essere gestiti meglio con giochi di contrasti e, in particolare, di fotografia più efficaci che sono mancati. Deludenti, quindi, Nigro e soprattutto Claudia Gerini.

Le riprese

I punti forti, tuttavia, non mancano e si individuano soprattutto nel duo protagonista Aureliano - Spadino, bravissimi nel catalizzare l'attenzione con i loro personaggi ben riconoscibili che intrecciano un legame ambiguo e contemporaneamente affascinante. Con un ricatto sono loro il motore di una storia che, priva del loro carisma in scena, induce qualche sbadiglio a causa di una struttura che spesso risulta ripetitiva.

Non una brutta serie. Semplicemente un prodotto che non ha mantenuto le sue promesse e non ha saputo distinguersi.



Voto prima stagione: 5 e mezzo

Fede Stories.

Commenti

  1. Sai che queste serie mi hanno sempre attirato poco, perché trovo che siano piene di ostentazioni 'forzate'. Ad esempio la scena di apertura di Suburra, quella del Prelato e dell'orgia: è grottesca. Vero, è una scelta che dovrebbe essere realistica: ma finisce per essere grottesca. Forse perché mostra troppo? Infatti è un difetto non da poco, anche di certe serie americane, quasi a volere dare pugni negli occhi del popolo mainstream, poco avvezzo a fruire di prodotti con sesso e violenza, basti pensare all'ostentazione della nudità nelle serie, soprattutto nudità maschile. La verità è che spesso si fanno serie tv per infarcirle di sesso e violenza, quando basterebbe fare prodotti su sesso e violenza senza velleità artistiche XD.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che, sin dal principio, abbiano voluto far parlare, ricorrendo ad ogni modo possibile per raggiungere quest'obiettivo. Hanno caricato soprattutto il primo episodio che, concordo pienamente, risulta semplicemente grottesco. Basterebbe trovare il giusto equilibrio, non dovrebbe essere troppo :)

      Elimina

Posta un commento

Le immagini e la musica pubblicate su questo blog sono copyright delle case editrici, degli autori e delle agenzie che ne detengono i diritti. Pertanto la loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo lucro. Qualora i rispettivi Autori si sentano lesi nei proprio diritti, sono pregati di contattarmi e in seguito provvederò a rimuovere il materiale in questione.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.