lunedì 30 ottobre 2017

SerialTeller #71 - Paura&Riscatto a Roma [Suburra st.1]

SerialTeller
L'appuntamento di Stories. dedicato al piccolo schermo.

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"Roma non si governa... al massimo si amministra!"


Questo afferma l'integerrimo politico Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro) che, nella sua carriera nell'ombra, ha sempre tenuto in alta considerazione valori come onestà e trasparenza. E' veramente così? Cosa succede in realtà all'ombra dei palazzi e dei secolari ed iconici monumenti dell'Urbe? Suburra - La serie, sulla scia dell'omonimo film del 2015 di Stefano Sollima, riavvolge il nastro e affonda la sua narrazione nel periodo in cui Aureliano Adami (Alessandro Borghi), futuro spietato Numero 8, e Spadino Anacleti (Giacomo Ferrara), fratello del boss sinti romano, iniziano la loro definitiva trasformazione in criminali sotto lo sguardo del "gestore" della criminalità della capitale, Samurai (Francesco Acquaroli).

Suburra - La serieC'era grande attesa per la prima serie tv italiana targata Netflix. Considerati i nomi in gioco - Michele Placido oltre a quelli già citati - e il successo riscosso dalla pellicola, si aspettavano grandi cose anche se, ragionando a mente fredda, forse due anni di attesa potevano giocare brutti scherzi. Dopotutto, il binomio città - criminalità è diventato una costante nelle produzioni del Belpaese  e, forse,  questo genere sta arrivando a saturazione. Suburra - La serie aveva la responsabilità di non ricadere nel banale portando una ventata di aria fresca e originale. Rischi altissimi, se evitati, portano grandi risultati.
Purtroppo non si può dire che l'impresa sia riuscita completamente. Certo, gli ingredienti chiave ci sono. La ricetta però, a mio parere, non si può considerare vincente soprattutto per un motivo.

Roma c'è ma non si sente, non si tocca, non si vede. No, non sono pazza, ho notato le ambientazioni all'ombra del Colosseo e le spiagge di Ostia ma non cambio idea. La serie muove i suoi passi seguendo tre indirizzi: Chiesa - Stato - Criminalità. Pur aprendo cercando timidamente lo 'scandalo' con la prima di queste tre anime, per tutti i dieci episodi il fulcro dell'attenzione rimane la criminalità con le diverse bande che si muovono soprattutto nella periferia e a Ostia, dove le grandi famiglie hanno interessi per nuovi sviluppi edilizi. Questa componente prende totalmente il sopravvento lasciando in ombra le altre nonostante diversi personaggi ne facciano parte. I due filoni narrativi rimanenti risultano quindi poco avvincenti e spesso trascurati svogliatamente. I cambi di location e ambientazione, inoltre, potevano essere gestiti meglio con giochi di contrasti e, in particolare, di fotografia più efficaci che sono mancati. Deludenti, quindi, Nigro e soprattutto Claudia Gerini.

Le riprese

I punti forti, tuttavia, non mancano e si individuano soprattutto nel duo protagonista Aureliano - Spadino, bravissimi nel catalizzare l'attenzione con i loro personaggi ben riconoscibili che intrecciano un legame ambiguo e contemporaneamente affascinante. Con un ricatto sono loro il motore di una storia che, priva del loro carisma in scena, induce qualche sbadiglio a causa di una struttura che spesso risulta ripetitiva.

Non una brutta serie. Semplicemente un prodotto che non ha mantenuto le sue promesse e non ha saputo distinguersi.



Voto prima stagione: 5 e mezzo

Fede Stories.

2 commenti:

  1. Sai che queste serie mi hanno sempre attirato poco, perché trovo che siano piene di ostentazioni 'forzate'. Ad esempio la scena di apertura di Suburra, quella del Prelato e dell'orgia: è grottesca. Vero, è una scelta che dovrebbe essere realistica: ma finisce per essere grottesca. Forse perché mostra troppo? Infatti è un difetto non da poco, anche di certe serie americane, quasi a volere dare pugni negli occhi del popolo mainstream, poco avvezzo a fruire di prodotti con sesso e violenza, basti pensare all'ostentazione della nudità nelle serie, soprattutto nudità maschile. La verità è che spesso si fanno serie tv per infarcirle di sesso e violenza, quando basterebbe fare prodotti su sesso e violenza senza velleità artistiche XD.

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    1. Credo che, sin dal principio, abbiano voluto far parlare, ricorrendo ad ogni modo possibile per raggiungere quest'obiettivo. Hanno caricato soprattutto il primo episodio che, concordo pienamente, risulta semplicemente grottesco. Basterebbe trovare il giusto equilibrio, non dovrebbe essere troppo :)

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