Titolo: Lo spazio che ci unisce
Titolo originale: The Space Between Us
Un film di Peter Chelsom con Asa Butterfield, Gary Oldman, Carla Gugino, Britt Robertson, B. D. Wong
Genere: fantascienza, sentimentale
Durata: 121 min
Anno: 2017
Voto: 2/5
Non posso dire di aver particolarmente atteso l'uscita di questo film. Beh, forse non si può parlare di uscita nel vero senso cinematografico del termine: un giorno non c'era, il giorno dopo faceva capolino nel catalogo delle nuove uscite di Netflix. Meglio specificare le origini del prodotto in questi tempi burrascosi nell'industria del cinema. Resta comunque il fatto che magicamente Lo spazio che ci unisce si è sottoposto all'attenzione della sottoscritta. Ne avevo sentito parlare mesi fa, in particolare su qualche rivista di cinema che tirava le fila dell'evoluzione degli sci-fi degli ultimi anni, poi il nulla, silenzio come nel vuoto cosmico. Come mai questa scomparsa? Che fine aveva fatto il film? Nessun pregiudizio, semplicemente qualche sinistro sospetto.

La premessa, per quanto non esageratamente originale, è sicuramente accattivante. A metà strada tra C'è post@ per te e La casa sul lago del tempo, la prima parte della storia racconta le avventure di Gardner (Asa Butterfield), adolescente nato a bordo di una navicella diretta verso una colonia su Marte. Il pianeta rosso è la sua casa, l'unico luogo che conosce. Orfano di madre, il ragazzo trascorre le giornate chattando con Tulsa (Britt Robertson), una coetanea americana ignara della sua provenienza, guardando vecchi film e cercando notizie su suo padre naturale. La volontà di riscoprire le proprie origini e di esplorare un mondo nuovo porterà il protagonista sulla Terra.
L'idea di rappresentare il nostro caro pianeta azzurro come un terra da esplorare, o meglio, da riscoprire con le sue barriere e le sue opportunità. Lo spettatore al fianco di Gardner si tuffa in un viaggio che unisce diversi generi cinematografici. Nella prima parte il film pone le basi per un risultato tutto sommato discreto ma... al giro di boa si azzera tutto quanto fatto in precedenza virando prepotentemente verso atmosfere sentimentali-pseudoromantiche. L'importanza data al rapporto prevedibile e scontato tra i protagonisti - oltre che sviluppato in maniera incredibilmente superficiale - oscura ogni altro aspetto lasciando ben poco di apprezzabile. Che peccato, che spreco..
Se ne parla anche su:
Ciao, Fede! Non lo conoscevo questo film, ma la locandina è davvero bella. Mi spiace però non ti è piaciuto ☺
RispondiEliminaCiao Gresi!
EliminaSulla locandina concordo perfettamente, peccato per il film: gli ingredienti c'erano, la ricetta non proprio. :(