Assaggi di cinema
Consigli di visione da stuzzicare.
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Genere: thriller, fantascienza
Anno: 2011
Voto: 3,5/5
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Il palinsesto delle oziose serate casalinghe di questa estate 2017 sta regalando non poche sorprese. Tra una strage di zanzare e l'altra, non è difficile trovare titoli interessanti sui canali televisivi meno gettonati. Capita, quindi, di incontrare
Source Code di un tale
Duncan Jones, già regista del gioiellino
Moon nonché figlio del compianto David Bowie. Con questa pellicola il britannico torna a misurarsi con il genere del fanta-thriller, un ibrido che ultimamente è di gran moda sul grande schermo. Poche pellicole, tuttavia, riescono a distinguersi. Questa ci riesce con un protagonista accattivante (
Jake Gyllenhaal) capace di destreggiarsi abilmente su un palcoscenico dove elementi tipici della suspense e dimensioni di tempo e spazio si intrecciano catturando in poche scene lo spettatore. Risvegliandosi in continuazione su un treno in viaggio, il capitano Colter Stevens inizia una corsa contro il tempo per individuare i responsabili di un attentato. Tra un'esperienza e l'altra, il protagonista interagisce attraverso uno schermo con un ufficiale che gli ricorda la sua missione sul treno. Il mistero è subito palpabile nell'aria. Fantascienza, tecnologia e filosofia si sfiorano ripetutamente per tutta la durata del film. Pellicola riuscita, più che consigliata anche se sul finale, dopo il momento clou, troppo frettolosa.
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Genere: azione, fantascienza
Anno: 2013
Voto: 1,5/5
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Ancora una volta un codice, anche questa volta un thriller. Ci sono, però, thriller e thriller e questo non si può per nulla dire convincente. Con Codice fantasma si assiste alla storia di un agente speciale in crisi che, ad un passo dal ritiro, accetta una missione all'apparenza semplice. chiaramente non sarà così.
Alla sua terza regia, il danese Kaspaer Barfoed si avventura nell'impervio terreno di questo genere con un cast interessante che vanta John Cusack e Liam Cunningham. Sin dal principio si comprende che questa visione è a base di intrighi, attriti tra spie e complotti di dimensioni indefinite. Confuso, superficiale nello sviluppo e costantemente sottotono, questo film non riesce a coinvolgere con il giusto ritmo. Il più grande problema, oltre ad un gruppo di attori dall'aria particolarmente svogliata, è l'incapacità di gestire la suspense, ingrediente indispensabile per prodotti di questo genere, un mondo in cui è sempre più difficile riuscire a distinguersi con prodotti originali. Con facilità, quindi, si ricade spesso nella fatale spirale di cliché e déjà-vu che ovviamente non aiutano a giungere alla conclusione. Abbandono - o ronfata - abbastanza quotato.


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