Titolo: L'uomo che odiava Sherlock Holmes
Titolo originale: The Sherlockian
Autore: Graham Moore
Anno: 2010
Voto: 4,5/5
"Il mondo non ha bisogno di Arthur Conan Doyle. Il mondo ha bisogno di Sherlock Holmes."
Cappellino da cacciatore, pipa e lente d'ingrandimento: basta così poco per ricreare l'immagine di Sherlock Holmes, non un semplice personaggio immaginario, non un detective tra tanti ma l'investigatore per eccellenza, un'icona di astuzia e logica riconoscibile anche da chi non ha mai avuto il piacere di avventurarsi in una delle sue storie su carta stampata. Difficile credere che dietro a tutto questo, alle spalle di una figura così esplosiva si nasconda un uomo in carne ossa, uno scrittore la cui vita è stata completamente stravolta dall'inquilino di Baker Street 221b e gli effetti non sono stati solo positivi.

Non è un segreto:
Arthur Conan Doyle ebbe un rapporto difficile con la sua creatura letteraria più celebre. La fama di Holmes, infatti, offuscò completamente quella dell'autore britannico che, nel 1893, sconvolse gli affezionati lettori con l'impopolare decisione di "uccidere" Sherlock nel discusso racconto
L'ultima avventura. Doyle potè in questo modo dedicare più attenzioni ad altri generi senza mai, tuttavia, ottenere il successo sperato. Nel 1902 il detective torna prepotentemente in scena con
Il mastino dei Baskerville. Cosa è successo in nove anni? Quale fatto ha convinto lo scrittore a riportare in vita il tanto odiato personaggio? Da questa idea e dal mistero del diario perduto di Doyle nasce
L'uomo che odiava Sherlock Holmes di
Graham Moore.
L'omicidio di uno dei più stimati studiosi di Sherlock Holmes e il mistero delle annotazioni mancanti di Arthur Conan Doyle si intrecciano nei modi più inaspettati: lo sherlockiano Harold, che da poco ha fatto il suo ingresso nel gruppo di appassionati degli Irregolari di Baker Street, si improvvisa detective sfruttando il metodo adottato dal suo idolo letterario per fare luce su enigmi in cui è difficile distinguere passato e presente.
"Credo di amare l'idea che ogni intrigo possa essere risolto. Penso sia questo il fascino dei polizieschi, a prescindere dal fatto che il protagonista sia Holmes o qualcun altro. Queste storie descrivono un mondo comprensibile, un luogo in cui ogni enigma ha una soluzione e, se siamo abbastanza in gamba, possiamo trovarla."

All'autore di questo libro va riconosciuto innanzitutto il grande merito di essere riuscito, in poco meno di quattrocento pagine, a ricreare le atmosfere - attenzione, il libro ha più l'aspetto di un romanzo storico - di un giallo sherlockiano senza inserire tra i personaggi il detective in carne ossa. Certo, il suo nome compare spesso ma, anche se palpabile, la sua presenza non si concretizza mai. Spesso, nella letteratura, celebri personaggi - da James Bond a Hercule Poirot passando per lo stesso Holmes - sono stati riportati in vita al di fuori del Canone. Graham Moore non fa questo, non cerca di presentare una nuova versione di questa figura. Lo scrittore ne parla con genuina passione, senza mai sfociare in ossessione. Da non sottovalutare questa parola: ossessione, proprio quella nutrita da molti Irregolari di Baker Street per il detective dal cappellino da cacciatore, al punto da credere che proprio lui sia realmente esistito. E Moore gioca con questo, con la sottile linea di separazione tra passione e ossessione, condendo splendidamente il tutto con il piacere di vivere e raccontare avventure.
Una lettura che sin dalle prime pagine cattura l'attenzione, trasportando il lettore al fianco del protagonista e, contemporaneamente, ai tempi di Conan Doyle scoprendo piacevolmente anche le dinamiche della sua amicizia con Bram Stoker. Da non dimenticare, inoltre, le interessanti riflessioni sul ruolo e sulla natura della letteratura gialla, interessanti indizi accuratamente disseminati lungo tutto il romanzo.
"Il mistero si cela in ogni angolo buio, in ogni stanza buia. Un uomo compare in questo mondo oscuro e bramoso e deduce la storia della tua vita osservando il taglio delle maniche della tua camicia. Dissipa le tenebre con il solo aiuto della sua intelligenza e della sua pipa. Ti sfido a negare che non sia terribilmente romantico."
Ho visto questo libro qualche giorno fa (non ricordo se su Amazon o Goodreads) ma non mi aveva molto convinto. La tua recensione mi ha fatto cambiare idea.
RispondiEliminaCapisco, quando ci si avvicina a libri che rimettono in gioco personaggi leggendari si rimane un po' scettici. Questo titolo, però, per me è promosso a pieni voti :D
EliminaAnche a me piacque molto, quando lo lessi! E pensare, che a me i gialli non mi piacciono 😊
RispondiEliminaE' proprio questo il punto: questo libro, a mio parere, sa trovare un punto di incontro tra appassionati del giallo "puro" e lettori poco thriller-friendly :D
EliminaBella recensione! Io lo possiedo da un po', ma non mi sono mai convinta a leggerlo. Adesso gli darò sicuramente una possibilità!
RispondiEliminaGrazie! Come avrai intuito da quanto scritto sopra, io lo consiglio vivamente! Soprattutto perché non è un semplice giallo in cui l'unico obiettivo è scoprire il colpevole: Moore scava più a fondo sorprendendo anche con interessanti riflessioni :)
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