Vi anticipo che nelle prossime settimane su Stories potrete leggere diversi post di SerialTeller. Il motivo? Dopo un periodo d'assestamento post-sessione, è partito il mio massiccio recupero/messa in pari di giusto un paio di serie tv. Quindi... preparatevi al peggio!

Siete davanti ad un oggetto che usate quotidianamente, un oggetto su cui non avete mai posato lo sguardo abbastanza da riflettere sulla sua origine. No, non sto pensando alle millemila puntate di "come è fatto" che, nel corso degli anni, ho avuto il piacere - o pura e semplice mania? - di vedere. Mi riferisco all'idea che si nasconde dietro ad un prodotto, ad uno spettacolo, ad un edificio. Un nome importante, spesso, ha saputo rendere alcuni brand quelli che conosciamo lasciando impronte indelebili. A volte, invece, è il lavoro di squadra, quello di un team affiatato, a fare la differenza. Ogni designer, insomma, ha il suo stile che lo contraddistingue. La docu-serie Abstract: The Art of Design, targata Netflix, esplora questo incredibile e vastissimo mondo.

Scott Dadich regala a tutti gli spettatori di Netflix un viaggio nel mondo della creatività in 8 comode tappe capaci di introdurre, in maniera più o meno approfondita o accattivante, l'arte delle illustrazioni, il design di scarpe, palcoscenici, automobili, l'architettura e molto più. Ovviamente alcuni episodi sono più riusciti di altri. Senza dubbio è da evidenziare la puntata dedicata a Tinker Hatfield, la mente che ha partorito il mito delle Nike Air Jordan in collaborazione con il celebre cestista statunitense: il ritmo incalzante e ballerino della puntata sembra seguire le dinamiche delle idee del protagonista. Affascinanti anche le presentazioni di Es Devlin e Bjarke Ingels, due personalità molto diverse ma allo stesso modo geniali.
Musiche e animazioni riflettono in maniera studiata e curata in ogni dettaglio i caratteri dei vari personaggi coinvolti in questo buon progetto. Lo stesso accade con la struttura di ciascun episodio: alcuni lenti, altri più veloci; alcuni semplici presentazioni, altri veri e propri assaggi di una creatività più vasta ed impossibile da riassumere in poche decine di minuti. Tutto questo costruire la narrazione in base alla personalità potrebbe sembrare un grande pregio. Tuttavia, nel complesso si rivela un'arma a doppio taglio capace sì, di esaltare le figure più dinamiche ma anche di rendere più faticose quelle più pensate e tranquille. Inoltre, forse, potevano essere intraprese linee più critiche capaci di mettere in discussione le visioni del mondo di ogni designer.
In conclusione, però, questa serie - decisamente insolita considerato il mio curriculum da serial-addicted - si è rivelata una più che gradevole sorpresa capace di farmi conoscere aspetti curiosi di un'arte spesso sottovalutata.
Voto stagione: 7
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