Buongiorno a tutti!
Immagino che molti tra voi siano un po' assonnati, un po' disorientati. Non nascondetevi: anch'io sono da poco sveglia. Il motivo? Questa notte è stata La Notte, una di quelle che si aspetta per un'intera stagione cinematografica, una di quelle che si segue grazie a scorte industriali di caffè, una di quelle che sempre e comunque emoziona. Sto parlando della notte degli Oscar, uno dei momenti - a mio parere - più importanti dell'anno in quanto spartiacque, una sorta di capodanno del cinema che nessun appassionato può trascurare. La proposta di questa cerimonia è quella di celebrare i migliori film degli ultimi dodici mesi. Uno solo per categoria vincerà ma non è questo l'aspetto più importante, non è la competizione l'anima degli Oscar. Almeno, questa è la mia interpretazione da estranea ai giochi ma da protagonista di emozioni. Ogni anno sarà perseguitato dalle solite polemiche: non fermiamoci a queste e godiamoci lo spettacolo che, quest'anno, è stato più che mai sorprendente.

Esattamente un anno fa, ogni parte d'Italia si rallegrava per la statuetta di Paolo Sorrentino con la sua, e nostra, Grande Bellezza. Anche quest'anno, con un po' di orgoglio tricolore, possiamo dire che abbiamo vinto grazie a
Milena Canonero e ad i suoi meravigliosi costumi di
Grand Budapest Hotel (
recensione).
Un premio meritatissimo che conferma ulteriormente una splendida carriera che l'ha vista al fianco di registi come Stanley Kubrick, Francis Ford Coppola, Sidney Pollack, Sofia Coppola ed infine Wes Anderson con cui ha vinto il suo quarto premio Oscar. Complimenti a questa eccellenza italiana!

L'87a edizione degli Academy Awards è stata presentata da Neil Patrick Harris, personaggio molto amato per la cui conduzione si avevano altissime aspettative. L'attore, visto anche in una piccola, e mooolto triste, parte in L'Amore Bugiardo, ha aperto la cerimonia con uno splendido numero musicale che ha ricordato una Hollywood di altri tempi. Tuttavia, personalmente alcuni momenti sono risultati forzati, certe battute potevano essere evitate. In generale ho preferito la conduzione di Ellen DeGeneres dello scorso anno.
Prima di iniziare a parlarvi delle stelle vincenti e delle stelle cadenti, vorrei condividere - lo so, è imbarazzante - con voi la mia grande gioia per essere riuscita a seguire l'intero evento senza interruzioni di streaming: grazie al Cielo!

I vincitori e vinti di quest'anno sono stati sorprendenti. Con questo non intendo dire che ho condiviso tutte le scelte della giuria bensì voglio evidenziare il fatto che, in alcune categorie, l'Academy ha saputo regalarci piccole sorprese. Non si è trattato di grandi sconvolgimenti o di terremoti strategici ma di semplici e comunque rilevanti segnali di cambiamenti di tendenza.
Qualche giorno fa ho avuto occasione di parlarvi liberamente, anche troppo, di bio-pic. Il 2014 e l'inizio del nostro 2015 sono stati dominati da questo genere cinematografico. L'importanza di alcune produzioni (
Selma,
The Imitation Game,
American Sniper,
La Teoria del Tutto) è stata riconosciuta anche dagli Oscar che ha assegnato loro ben quattro candidature nella categoria
miglior film. Sono, però, molto felice che questo premio non sia stata assegnato a nessuna di queste quattro pellicole che, ovviamente, ho apprezzato, ma che, a mio parere, non potevano competere ad armi pari con gli altri nominati. Ha trionfato, un po' a sorpresa,
Birdman (
recensione), simbolo di un cinema che cambia e che sperimenta. Di questa corrente di cinema sono talentuosi esponenti anche
Boyhood, il favorito della vigilia,
The Grand Budapest Hotel, capace di far volare la fantasia verso tempi e luoghi lontani, ed infine
Whiplash con le sue crude ed affascinanti rappresentazioni.
Anche la regia è andata ad un Inarritu che per porta in terra messicana la seconda statuetta per la regia dopo quella di Cuaron.
Birdman, tuttavia, non è riuscito a guadagnarsi il premio che, a mio parere, sarebbe stato tra i più meritati. L'Oscar al
miglior attore protagonista è finito tra le mani di un emozionatissimo ed elegantissimo
Eddie Redmayne che, probabilmente, è stato tra i più felici di questa cerimonia con la sua vittoria per la performance in
La Teoria del Tutto (
recensione)
che ha superato l'altrettanto sorprendente prova recitativa di Michael Keaton.

Finalmente tra le vincitrici di questo prestigiosissimo premio, da quest'anno, si può annoverare la bravissima e splendida
Julianne Moore, che con la sua innata classe ha vinto il titolo di
miglior attrice protagonista in
Still Alice. (
recensione) Al momento della premiazione, la telecamera ha inquadrato velocemente la grande sconfitta di questa categoria, Rosamund Pike che avrebbe potuto conquistare l'Oscar con la sua bravura dimostrata in L'Amore Bugiardo: il suo sguardo smarrito e oscurato da un sottilissimo ma evidente velo di delusione vale più di mille parole. Sono sicura che in futuro tutto il suo talento verrà riconosciuto!

Nelle categoria di
miglior attore e attrice non protagonista non ci sono state sorprese. I due premi sono andati agli straordinari
J.K. Simmons per
Whiplash (
recensione) - premio per cui sono felicissima! - e
Patricia Arquette per
Boyhood (
recensione). Le loro performance erano senza dubbio nettamente superiori a quelle di alcuni loro colleghi nominati.
Ora, però, devo ammettere che, ad un certo punto dello spettacolo ho avuto una strana sensazione che mi ha perseguitato per tutta la durata della diretta. Mi è sembrato che i premi di quest'anno siano stati assegnati con un'astuta quanto sottile strategia. Nessuno dei partecipanti, infatti, può definirsi completamente deluso. Ad ogni grande candidato (con un buon numero di nomination) è stata consegnata almeno una statuetta. L'unico che, forse, può lamentarsi è Richard Linklater, da mesi considerato uno dei favoriti con il suo Boyhood, che si porta a casa una sola statuetta. Non c'è nemmeno un trionfatore assoluto come accaduto l'anno scorso con Gravity: i due film più quotati, Birdman (miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura originale, migliore fotografia) e The Grand Budapest Hotel (migliori costumi, miglior make-up, migliori scenografie, miglior colonna sonora) , si fermano entrambi a quota 4.
Anche i delusi della vigilia,
Selma (recensione) e
Interstellar (
recensione) - *__* - scrivono il loro nome su almeno una statuetta. John Legend e Common con la loro Glory vincono per la
migliore canzone originale e danno vita ad una delle migliori performance musicali della serata. Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher si aggiudicano un meritatissimo premio ai
migliori effetti speciali per l'ultimo lavoro di Christopher Nolan che, a mio parere, è stato un po' vittima dell'abbuffata di premi di Gravity nel 2014.

Uno dei momenti più emozionanti è stato senza dubbio quello del discorso del giovane
Graham Moore, premiato per la
miglior sceneggiatura non originale di
The Imitation Game (
recensione), film che ho apprezzato moltissimo. Le sue parole, che hanno rievocato uno dei più celebri interventi di Steve Jobs, sono state significative e molto importanti.
Stay weird, stay different
Tra le categorie tecniche ha trionfato The Grand Budapest Hotel ma altri film si sono distinti. Tra questi
American Sniper (
recensione) per il
miglior sonoro e
Whiplash per il
miglior sound mixing. Proprio quest'ultimo è stato probabilmente la più grande e gradita sorpresa di questa splendida e combattutissima edizione: solamente due mesi fa nessuno avrebbe scommesso su questo film che si è conquistato con il sudore ben tre riconoscimenti!

Star Disney - L'impero dell'animazione colpisce ancora (a sorpresa)!
Big Hero 6, infatti, ha stupito tutti superando il principale rivale
Dragon Trainer 2 nella categoria di
miglior film d'animazione. Soddisfatta? Uhm.. non moltissimo. Forse è giusto così, come è giusto che sia stato escluso
The LEGO Movie (ne siamo veramente sicuri?).
Tra i film rimasti senza premi voglio ricordare con grandissima ammirazione
L'Amore Bugiardo e Lo Sciacallo che avrebbero certamente dovuto essere ricordati ma anche
Unbroken,
Mr. Turner,
Into The Woods,
Vizio di Forma e
Foxcatcher.
Birdman: 4/9
The Grand Budapest Hotel: 4/9
Whiplash: 3/5
The Imitation Game: 1/8
American Sniper: 1/6
Boyhood: 1/6
Interstellar: 1/5
La Teoria del Tutto: 1/5
Ida: 1/2
Selma: 1/2
Big Hero 6: 1/1
Still Alice: 1/1
Alla fine l'ho spuntata io Fede!!Ahahahaha
RispondiElimina#teamLaTeoriaDelTutto
Tra l'altro sono andata a vedere i miei pronostici che con il tempo poi sono cambiati visto che ho avuto modo di vedere alcuni film ma qualcosa ho azzeccato mi pare!! buhahaha
Eh già! Povero il mio Ben :(
EliminaOnore a Redmayne!
Molto soddisfatto dei premi a Birdman film epocale, che lascerà il segno. Pure le attrici vincitrici le trovo meritevoli, anche se avrei visto bene anche un premio alla Marion Cotillard Due giorni, una notte. Ottima la quasi esclusione totale di Eastwood, che questa volta ha fatto un film orribile, senza coscienza della Storia (e da lui non me l'aspettavo). Avrei dato l'Oscar anche a Edward Norton, sempre per Birdman...
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