Buongiorno ragazzi e ragazze!
Oggi non vi consiglio libri né film. No, oggi non é una giornata per recensioni. Questa giornata è dedicata al cinema, quello della magia che lascia incantato il cinefilo e della fantasia che avvolge anche lo spettatore più casuale uscito dalle sale. Un'emozione indescrivibile, una sensazione meravigliosa!
Ieri un pizzico di questo incantesimo mi ha sfiorato e non mi ha lasciato indifferente. Grazie all'iniziativa di #Universiday, organizzata dal Corriere della Sera in collaborazione con alcune università di Milano, ho potuto partecipare all'incontro The 49th Minute - Una vita tra sport e cinema con il regista americano Spike Lee.
L'evento ha avuto luogo nell'aula Magna dell'Università Bocconi e ha visto la numerosa presenza di moltissimi ragazzi appassionati di cinema e sport. Il nome del prestigioso ospite ha senza dubbio attirato non poco interesse ed ha coinvolto studenti provenienti da tutte le università. Sono venuta a conoscenza dell'iniziativa grazie ad alcuni manifesti e volantini distribuiti nelle aule del Politecnico e subito ho segnato la data dell'11 dicembre sull'agenda: questa giornata doveva essere interamente dedicata a questo evento.
Dopo mille fatiche patite in una lunga avventura senza precedenti (treno in ritardo, metropolitana più affollata che mai, smarrimento alla fermata di Porta Romana), sono giunta a destinazione con molta soddisfazione - e molto anticipo. Ho scelto, infatti, di raggiungere la location molto presto per conquistare un posto degno di questo nome durante la conferenza. Durante l'attesa ho conosciuto molti colleghi con cui ho parlato molto di film e ho discusso anche sulle prossime uscite. A circa un'ora dall'arrivo, finalmente è stata aperta la reception dove ho potuto confermare la mia partecipazione. In seguito ho occupato l'ambita poltroncina in quarta fila: quasi in pole position!
Il grande ospite si è fatto attendere come quasi tutte le star. Il regista americano ha salutato tutti i presenti ed ha iniziato a conversare con Tommaso Pellizzari del Corriere. Spike Lee, però, ha preferito gestire diversamente l'incontro. In piedi, occupando tutto lo spazio del palco, il cineasta ha creato un legame con tutto il giovane pubblico. Tra mani alzate e volti stupiti, ha risposto a molte domande poste dai ragazzi presenti che riguardavano ambiti molto diversi tra loro.
"Il mio regista preferito? Senza dubbio Martin Scorsese." Non ha aggiunto altro poichè 'ad una domanda semplice si risponde con una tale risposta.'

Spike è molto noto tra gli sportivi soprattutto per essere uno dei più grandi supporter dei New York Knicks nonchè illustre appassionato di basket. Proprio il legame tra il suo lavoro e questa grande passione è stato al centro della prima parte dell'incontro.
"Reputa più importante il cinema o lo sport?" Dopo una reazione significativa Lee ha risposto:
"Credo che i film sullo sport rappresentino la giusta risposta." Al momento di stilare una classifica sui film e sulle star sportive che più apprezza, il regista ha nominato tra gli altri
Toro Scatenato (Raging Bull), Mohamed Ali e
Michael Jordan. Parlando di quest'ultimo, Lee ha svelato uno dei suoi più grandi sogni: lavorare sui molti filmati inediti dell'ultima stagione della star dell'NBA nei Bulls.

Nella seconda parte, l'incontro ha assunto un diverso tono. Il regista ha, infatti, mostrato uno scoinvolgente video dell'omicidio di Eric Garner. Un commosso Spike Lee ha quindi iniziato a discutere su uno dei temi più scottanti degli Stati Uniti. Gli ultimi scontri tra la polizia e la comunità afroamericana hanno colpito duramente la società a stelle e strisce e non solo. E' iniziato così un dibattito riguardante la cittadinanza, la questione dell'integrazione e l'interesse dei giovani, che ha coinvolto molti dei presenti.
L'ammirato ospite, dopo aver letteralmente catturato l'attenzione del pubblico per un paio d'ore, ha concluso l'incontro esortando i ragazzi a muoversi, ad interessarsi, a lavorare per raggiungere al meglio i propri obiettivi ottenendo il massimo.
-[ Fede
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