venerdì 18 novembre 2016

"La ragazza del treno" di Tate Taylor

La ragazza del treno

Titolo: La ragazza del treno

Titolo originale: The Girl on the Train

Un film di Tate Taylor con Emily Blunt, Haley Bennett, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans, Edgar Ramirez

Genere: drammatico, giallo, thriller

Durata: 112 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 2016

Voto: 3/5

3



Il treno sferraglia verso la caotica città, una semplice sagoma all'orizzonte. Ogni giorno un nutrito gruppo di pendolari osserva dal finestrino affascinanti abitazioni che sorgono a pochi metri dai vagoni diretti a New York. Gli occhi di Rachel Watson (Emily Blunt) sono fissati soprattutto su una dimora in cui abita una giovane coppia che sembra incarnare l'amore perfetto. "Sembra" è, però, proprio la chiave di lettura dell'intera trama di questa pellicola che si sviluppa a partire dalla misteriosa scomparsa di Megan Hipwell (Haley Bennett), la giovane della casa su cui si è spesso soffermato lo sguardo di Rachel. E' solo l'inizio di un turbinio di avvenimenti e segreti.

Emily Blunt

La ragazza del treno, attesissimo adattamento dell'omonimo romanzo di Paula Hawkins, aveva tutte le carte in regola per conquistarsi un posto di grande importanza tra i film del 2016. Basta considerare le basi di partenza: un best-seller di dimensioni internazionali, un cast ricco e promettente ed infine un regista che, qualche anno fa, ha regalato al grande pubblico quel gioiellino di The Help. Non tutto, però, era così semplice. La difficoltà risiedeva nel fatto di riportare sul grande schermo una storia con una forte componente psicologica e con tre diverse narratrici. Tate Taylor ed Erin Cressida Wilson - rispettivamente alla regia e alla sceneggiatura - sono riusciti a confezionare un thriller "fuori dai soliti binari"?

La ragazza in questione è riuscita a prendere in mano la situazione, portando il treno dritto a destinazione. Questo film non sarebbe lo stesso senza la splendida performance di Emily Blunt che, dopo tanti riusciti ruoli secondari, trova il giusto spazio da protagonista immergendosi completamente nei panni della figura più complessa e contraddittoria della storia, Rachel. Un divorzio alle spalle, alcol, depressione, nessuna speranza nel domani: la protagonista rischiava di essere contenuta in uno stereotipo visto e rivisto nelle sale cinematografiche. Fortunatamente, la Blunt dona spessore al personaggio rendendolo credibile.

Le altre due narratrici del libro, Megan e Anna (Rebecca Ferguson), non brillano al confronto con la magnetica presenza di Emily Blunt. La figura della prima viene esagerata, ogni sua caratteristica viene estremizzata. Senza parlare del fatto che, per qualche strano motivo, la Bennett mi ricorda Jennifer Lawrence ma in un modo ingiustificatamente fastidioso. Anna, tuttavia, è il personaggio che subisce il trattamento peggiore: il suo già irritante comportamento del libro si amplifica nelle poche scene che la vedono protagonista. Quasi tutti i personaggi maschili, inoltre, non mi sono piaciuti: Edgar Ramirez mi è sembrato abbastanza svogliato, mentre Luke Evans non trova un giusto equilibrio.

Nel complesso, la pellicola si rivela fedele al libro: i piccoli cambiamenti apportati sono buoni stratagemmi narrativi che rendono più scorrevole il racconto. Mi ha colpito molto in positivo l'apertura che dà voce ai confusi pensieri della protagonista - che si ritrova in maniera speculare nel finale. Nei pochi minuti iniziale lo sguardo di Rachel diventa una finestra sul suo presente (il sedile sul treno) e sul suo passato con l'ex-marito (la sua figura che si staglia sul balcone della vecchia casa). In questo modo il treno diventa un luogo senza tempo, in cui tempo, pensieri e immaginazioni si confondono. Per questo motivo e per una grande protagonista, il film globalmente mi è piaciuto pur rimanendo lontano da ciò che le mie grandi aspettative avevano immaginato. Si poteva osare di più, giocare in maniera più furba con i diversi avvenimenti e invece...


Trailer:




Fede Stories.

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