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Torino Film Festival 2019 - L'esperienza continua

Al tramonto di questo 2019 ho avuto la possibilità di vivere l'esperienza del TorinoFilmFestival grazie agli amici de IlTermopolio. In tre giorni di avventura ho assaporato lo spirito di una manifestazione che non ha nulla da invidiare ai più rinomati festival di Venezia e Roma con le sue proposte. L'evento del capoluogo piemontese, inoltre, può forse contare anche su un piacevole effetto sorpresa frutto dell'intreccio dell'eleganza del cinema indipendente con l'intrattenimento delle maggiori produzioni. L'aspetto più affascinante di questa esperienza, però, è stato quello di poter finalmente osservare da vicino una realtà in cui la distanza con il pubblico, un grosso ostacolo negli altri festival vissuti quest'anno, è quasi azzerata. Il cinema del Torino Film Festival è fatto da, per e con le persone, dagli abitanti della città fino ai semplici curiosi di passaggio. Non è forse questo il miglior presupposto per un confronto costruttivo e appassionante?
Do…

"La fiamma del peccato" di Billy Wilder | Thursday Classic

La fiamma del peccato - Poster

Titolo: La fiamma del peccato

Titolo originale: Double Indemnity

Un film di Billy Wilder con Fred McMurray, Barbara Stanwyck, Edward G. Robinson e Porter Hall

Genere: noir, thriller

Durata: 107 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 1944

Voto: 4/5

4

Al tramonto degli anni Trenta, Walter Neff (Fred MacMurray), un agente assicurativo dalla posizione consolidata e rispettata, si reca a casa di un nuovo potenziale cliente. Ad accoglierlo, però, c'è la seducente e ammaliante Phyllis (Barbara Stanwyck), moglie del facoltoso signor Dietrichson. L'incontro tra i due, affascinante quanto fatale, è l'inizio di una relazione pericolosa basata su un accordo - l'eliminazione fisica del marito delle donna - che giocherà abilmente con la clausola della "doppia indennità" del contratto assicurativo che raddoppia il capitale liquidato.


La fiamma del peccato - Cast
Foto: Datebook
Una donna con un passato ignoto, un uomo senza futuro e un crimine insospettabile. Sono questi gli ingredienti principali de La fiamma del peccato, traduzione italiana di Double Indemnity, film cult di Billy Wilder del 1944. A più di settant'anni dall'uscita nelle sale, questo film tiene saldamente il titolo di film noir per eccellenza, conferitogli unanimemente da critica e pubblico. La verità è che le regole stesse del genere noir sono nate grazie a questo film dalla storia intrigante ma dai retroscena di produzione ancora più gustosi. Questa pellicola, infatti, è tratta dall'omonimo romanzo di James Cain del 1938 ispirato a sua volta a una tragica storia vera. La storia raccontata divenne subito di interesse per un adattamento cinematografico ma il progetto rimase fermo a causa delle rigide regole morali dell'industria di Hollywood fino all'interessamento di Billy Wilder nel 1943.


La fiamma del peccato - Billy Wilder
Foto: Classic Movie Hub
Le complicazioni di questo progetto, però, non terminarono. La sceneggiatura prevista sin dal principio a quattro mani ma fu difficile trovare qualcuno che condividesse la visone della storia di Wilder. Dopo la rinuncia di Charles Brackett per i temi scottanti e quella dell'autore originale del libro, la casa di produzione concordò il nome del prestigioso scrittore Raymond Chandler. La collaborazione dell'autore pulp con il regista, però, fu a dir poco folle per tutta la sua durata. Ironico pensare che tutto questo, però, ha regalato al cinema un titolo iconico che non ha perso un grammo del suo leggendario e sinistro fascino.

Un uomo in evidente stato d'agitazione, completamente senza speranze a cui aggrapparsi, confida la verità, tutta la verità ad una cornetta di un registratore. E' un MacMurray ormai conscio della sua illusione e dell'inganno di cui è stato vittima. L'attore statunitense impersona alla perfezione l'uomo medio, incapace davvero di comprendere la situazione da cui è stato travolto e ingannato. Il suo ruolo, tuttavia, non avrebbe retto senza di lei: Barbara Stanwyck.

La fiamma del peccato - Stanwyck e McMurray
Foto: Mental Floss
Nata Ruby Catherine Stevens, la Stanwyck ha regalato al grande schermo un personaggio senza precedenti, un vero e proprio archetipo che ancora oggi segna storie e sviluppi narrativi. Grazie a una sceneggiatura sofisticata, Phyllis non è la solita bambola bionda del cinema americano ma una donna frutto di eventi precisi e di un preciso carattere ricco di sfumature. La sua figura, quindi, esce dal classico schema della protagonista fragile alla ricerca di qualcuno - generalmente il protagonista maschile - che la salvi. O meglio: sfrutta questo meccanismo fortemente radicato nella mente degli spettatori piegandolo alle proprie intenzioni e costruendo il grande inganno. Nasce così una creatura a metà strada tra la femme fatale e la dark lady dei racconti gialli, un'immagine che, pur creando un canone di un genere, rimane inarrivabile. Così nasce un film davvero memorabile.


Fede Stories.

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