lunedì 8 gennaio 2018

"Tutti i soldi del mondo" di Ridley Scott

Tutti i soldi del mondo

Titolo: Tutti i soldi del mondo

Titolo originale: All the money in the world

Un film di Ridley Scott con Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Charlie Plummer, Romain Duris

Genere: thriller, drammatico

Durata: 132 min

Ambientazione: Stati Uniti, Regno Unito, Italia

Anno: 2017

Voto: 2,5/5


Anni Settanta. Negli Stati Uniti, J. Paul Getty (Christopher Plummer) è l'uomo più ricco del mondo grazie ai suoi investimenti nel campo petrolifero: il suo patrimonio, con le repentine oscillazioni del mercato, è in continua ed inarrestabile crescita. Il nipote, l'adolescente John Paul Getty III (Charlie Plummer), coltiva la sua ribellione verso l'ingombrante cognome nel clima teso, sia nel sociale che nel politico, all'ombra degli antichi fasti imperiali di Roma. Sarà proprio in questo luogo che il ragazzo verrà sequestrato: sulla sua testa, un riscatto di 17 milioni. Tra il terrore provato dalla madre Abigail (Michelle Williams) e lo strenuo rifiuto del pagamento di Getty Sr., si consuma un tragico episodio che ha segnato profondamente il passato, il presente e il futuro di un'intera dinastia.



Una scena del film

Si è parlato moltissimo di questo Tutti i soldi del mondo. Non tanto per il film in sé, quanto per l'azzardata - e forse un po' opportunista - scelta di Ridley Scott di rimuovere dalle scene l'interprete di punta, Kevin Spacey, accusato di molestie sessuali. In brevissimo tempo, con i giorni contati dall'uscita nelle sale e trailer e poster già distribuiti, il ruolo del magnate statunitense del petrolio viene affidato a Christopher Plummer, attore scelto in origine ma non disponibile per il film. Una decisione che, per i più maliziosi, sembrava mettere al sicuro il film con la stagione dei premi alle porte, non una vera e genuina presa di posizione nei confronti di uno scandalo che ha travolto Hollywood senza troppe distinzioni. Dopo tutto questo, però, si aspettava anche un film di forte impatto all'altezza del nome del suo regista e della imponente pubblicità (in)volontaria.

A visione terminata, appare subito chiaro perché, secondo voci di corridoio e interviste rilasciate dallo stesso Scott durante la promozione, Plummer fosse stato designato come prima scelta per il ruolo di J. Paul Getty. L'attore canadese si immerge completamente nei panni di un uomo anziano, consumato dall'età ma soprattutto dall'avarizia: il denaro e l'accumulo di ricchezza sono le sue priorità, punti cardinali di una vita in cui ha spesso sacrificato o illuso i suoi stessi discendenti pur di raggiungere l'obiettivo prefissato. E' uno Scrooge - ironicamente interpretato proprio da Plummer in Dickens - L'uomo che inventò il Natale - moderno che preferisce spendere milioni per un'opera d'arte di dubbia provenienza e che quindi non potrà mai essere esposta piuttosto che per pagare il riscatto del nipote per cui intravedeva in tenera età un brillante futuro. In mezzo a tutto questo Plummer riesce in modo ammirevole a lasciare intravedere delle pieghe di fragilità che sottolineano abilmente le contraddizioni di una figura.

Una scena del film

La determinazione granitica di Getty, chiuso nel suo ombroso maniero, a non pagare il riscatto si scontra violentemente con quella della madre del ragazzo rapito, Abigail, una ottima Michelle Williams che, con la sua evoluzione, dona solidità alla contrapposizione cardine dell'intera vicenda. Se tutto il sistema ruota intorno al denaro, in che modo gli affetti e le emozioni possono avere la meglio? La risposta a questo interrogativo valorizza le due sopracitate performance che, da sole, potrebbero bastare per il biglietto al cinema. Gli altri aspetti del film, però, deludono in varie forme. Il cast dei personaggi secondari, capitanato da un altalenante Mark Wahlberg, è fortemente segnato da stereotipi che riguardano in particolare la componente italiana dei personaggi della storia. La figura del nipote rapito, per quanto al centro di scene d'impatto, non completa al meglio lo sviluppo del suo legame con il nonno.
L'accurata colonna sonora di Pemberton, infine, accompagna alla perfezione una messa in scena elegante che, tuttavia, non riesce a superare la semplice ambientazione da cartolina arricchita da consumati e radicati stereotipi. 

Non si tratta di un brutto film bensì di una pellicola realizzata senza troppi lampi di genio alla regia o alla sceneggiatura che spesso vanno ad aggrovigliarsi con una durata discutibile, sorretta unicamente dalle performances ed interazioni di Christopher Plummer e Michelle Williams.

Fede Stories.

8 commenti:

  1. io lo vedrò, anche se epurare Kevin Spacey non l'ho trovato corretto...vediamo se ne è valsa la pena cambiare attore o meno...sperando che il film non sia una ciofeca

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    1. Una ciofeca forse no ma probabilmente un delusione sì, se si hanno aspettative! Fammi sapere come andrà a finire :)

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  2. E' una storia vera che ha dell'incredibile.. non so il motivo di scegliere Spacey per interpretare un anziano invece di un altro attore anziano se quel momento Plummer non era disponibile..ho letto recensioni pessime, tu dici che almeno qualcosa da salvare c'è..

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    1. Si può dire che la più controversa delle realtà supera la fantasia! In questo caso, prima della visione, mi ero informata sugli eventi leggendo qua e là. Sono rimasta quindi molto sorpresa quando, sull'arruffato finale del film, si omette - e modifica - uno degli aspetti più assurdi del pagamento. Una scelta che non ho proprio compreso!

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  3. Io l'ho trovato... ridicolo! La rappresentazione macchiettistica del nostro paese è imbarazzante, a cominciare dal covo delle Brigate Rosse, dove fa bella mostra la bandiera dei brigatisti (!!!) fino a quel "comunisti di m***a" urlato da Wahlberg... il ritmo è discreto, ma è davvero l'unica cosa salvabile!

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    1. L'urlo di Wahlberg ha strappato più di una risata imbarazzata, per la sceneggiatura, nella sala in cui mi trovavo. In realtà io ho patito un po' anche il ritmo sul finale. Salvo Plummer, quello quasi novantenne, e la Williams per il resto... Meh!

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  4. A me non è dispiaciuto, ma partivo con basse aspettative dopo il diludendo de Il procuratore. Ho trovato Plummer molto meglio di Spacey, almeno dal punto di vista "estetico", ché Kevin stuccato e conciato come Gargamella non si poteva vedere XD

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    1. Plummer è piaciuto molto anche a me nonostante il film nel complesso mi abbia deluso! Non sapremo mai come sarebbe stato con Spacey ma sicuramente molto meglio le genuine rughe di Christopher ;)

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