martedì 21 febbraio 2017

"La battaglia di Hacksaw Ridge" di Mel Gibson


Titolo: La battaglia di Hacksaw Ridge

Un film di Mel Gibson con Andrew Garfield, Vince Vaughn, Sam Worthington, Luke Bracey, Hugo Weaving

Genere: drammatico, biografico, guerra

Durata: 139 min

Ambientazione: Stati Uniti, Giappone

Anno: 2016

Voto: 3/5



Quanto può dipendere un film dal suo regista? In qualsiasi caso la risposta è "molto". Dalla regia dipende buona parte della riuscita della pellicola, dal nome - se altisonante e conosciuto - del regista dipende anche l'affluenza nelle sale cinematografiche. Spesso accade che vita privata e lavoro si mescolino, creando un po' di confusione e segnando inevitabilmente un film. E' accaduto con Allied e le voci dei presunti flirt tra Brad Pitt e Marion Cotillard. Questa strana sensazione ha circondato anche La battaglia di Hacksaw Ridge, ultimo film di Mel Gibson: inutile negare, infatti, che le vicende personali del due volte premio Oscar, che nel corso degli anni si sono intrecciate a denunce per insulti razzisti e ad alcuni strani incidenti, abbiano parzialmente influenzato critica e pubblico specialmente considerando che si tratta di un film di guerra in cui è facile sfociare in riflessioni politiche un po' "facilone".


Il frammento di storia vera scelto da Gibson è indubbiamente rischioso: il suo ultimo film, infatti, racconta la strana vicenda di Desmond Doss (Andrew Garfield), primo obiettore di conoscenza a ricevere una medaglia d'onore negli Stati Uniti. I fatti risalgono alla seconda guerra mondiale, più precisamente alla terribile battaglia di Okinawa, conflitto entrato anche nella storia del cinema grazie ai diversi film che lo hanno visto protagonista nel corso dei decenni. Tuttavia, lo sguardo di un giovane protagonista fortemente convinto dei propri valori suggerisce una diversa prospettiva sull'avvenimento, alimentando un pizzico di curiosità: come può un ventitreenne della Virginia affrontare la crudeltà della guerra senza armi?

Nemmeno nel più assurdo universo parallelo potrei definirmi come un'appassionata di questo genere. Ogni volta faccio non poca fatica a tuffarmi in due ore di visione con la consapevolezza di incontrare assordanti rumori di spari, esplosioni ed inevitabili passaggi di videocamera su corpi senza vita. Forse è proprio questa la principale critica mossa contro il film che condivido: l'insistenza nel mostrare ferite e brandelli. Non mi ha particolarmente convinto, inoltre, la transizione dalla prima parte, precisa nell'inquadrare il personaggio in un contesto familiari e sociale, alla seconda sulla guerra vera e propria. Il film risulta fortemente diviso in due parti. Non tutti i personaggi, inoltre, mi sono particolarmente piaciuti: a partire da un Vince Vaughn portatore sano di buona parte dei cliché del genere, per finire con la rappresentazione degli spietati nemici nipponici.

Riflettendo a freddo, tuttavia, si comprende che molti dei suddetti cliché forse erano inevitabili, come era inevitabile mostrare il paradosso delle armi: difficile arruolarsi con buone intenzioni e senza voler toccare armi, ancora più difficile, nel mezzo del tumulto bellico, riuscire a salvarsi senza l'aiuto dei commilitoni armati. Sotto quest'ottica il controverso "messaggio" del film forse non era così scontato, proprio come non lo era la scelta di Garfield, attore in crescita ma non ancora al massimo della forma, per il protagonista: se il film scorre senza troppi scossoni verso il finale, buona parte del merito è da attribuire a lui oltre che ad una confezione tecnica impeccabile - e qui le nomination agli Oscar sono senz'altro meritate.

La battaglia di Hacksaw Ridge, senza dubbio, non rientra tra i miei preferiti nella corsa agli Oscar ma nemmeno nella lista delle pellicole che ho trovato più fastidiose. Nella sua imperfezione, il film riesce a far riflettere anche su tematiche attuali e urgenti: forse, tutto sommato, il suo obiettivo l'ha raggiunto.


Miglior montaggio
Miglior sonoro

2 commenti:

  1. Per me invece un film davvero fastidioso.
    Banale, gratuitamente spettacolare e bocciatissimo. :)

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    1. Sia chiaro: non mi ha fatto impazzire eh! Qualcosa, però, è riuscito a dirmi, ecco..

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