mercoledì 16 novembre 2016

Intervista a Francesca Battistella

Buonasera a tutti i lettori!

Poche settimane fa ho avuto il piacere di parlarvi di La bellezza non ti salverà, ultimo romanzo noir dell'autrice Francesca Battistella. Oggi ho la fortuna di condividere con voi l'intervista alla scrittrice, realizzata in collaborazione con il sito ThrillerNord.
Ovviamente vi consiglio la lettura di questo romanzo che si è rivelato una piacevole sorpresa, un libro perfetto per gli ultimi freddi mesi dell'anno. Qui potrete trovare la mia recensione.




1) “La bellezza non ti salverà” è il terzo romanzo della serie dedicata a Costanza Ravizza. La protagonista dei suoi romanzi è una figura femminile che supera la dimensione cartacea bidimensionale. Come nasce l’idea di questo personaggio femminile?

Quando ho scritto il primo capitolo della saga, “La stretta del lupo”, non volevo come protagonista la solita donna poliziotto o detective, aggressiva e magari un filo mascolina. E non volevo un’anatomo-patologa. Non ho quel tipo di formazione e in giro ce ne sono già abbastanza. La mia Costanza doveva essere un personaggio molto femminile, una creatura compassionevole e bella – perché no? La bellezza, nel suo caso, è un dono, ma anche un intralcio alla sua credibilità come professionista. - Inoltre, la volevo preparata, efficiente, combattiva, determinata e, al tempo stesso, umile: capace di ammettere i propri errori quando ne commette e farne tesoro per il futuro. Per formazione universitaria sono una sociologa, con una tesi in antropologia culturale e molti esami di psicologia. Di conseguenza mi è venuto più facile immaginare che Costanza fosse una profiler - figura inserita da una decina di anni nei gabinetti italiani della Polizia Scientifica e che non trova riscontri nella letteratura gialla nostrana. Costanza, dopo aver esaminato i risultati delle indagini, deve far funzionare il cervello e studiare la psicologia di vittime e carnefici per disegnare il profilo dell’ipotetico colpevole.



2) Questa nuova avventura è caratterizzata da tinte molto cupe, decisamente noir. Le indagini della protagonista si intrecciano con diverse problematiche e tematiche attuali, esplorando in maniera originale i lati più oscuri dell’animo umano. Esiste un caso di cronaca che ha costituito uno spunto di partenza per la storia?

Un caso di cronaca specifico no ma, mentre costruivo nella mente questa storia, mi è capitato di leggere una serie di articoli di quotidiani in cui si parlava di deep-web e dark-web, dei raggiri e di altre cose ben più gravi e spaventose che accadono in quella che viene definita la ‘fossa delle Marianne’ della rete. Ho messo in relazione tutto questo con casi di giovani e giovanissimi vittime di stalking o addirittura rapimenti avvenuti grazie al modo ingenuo e avventato con il quale entrano in rapporto con sconosciuti attraverso il web. Mi sono chiesta: perché? Cosa li spinge? Cosa cercano e cosa sperano di ottenere questi ragazzi? Ho letto in merito quanto potevo e ho cercato di trarre le mie conclusioni, di stilare, come avrebbe fatto Costanza, dei profili che mi aiutassero a costruire i miei personaggi, vittime e assassino.



3) Uno dei punti forti del libro è senza dubbio l’insieme dei personaggi. Alcuni di loro, sin dall’entrata in scena, ispirano simpatia e creano un bellissimo legame con il lettore, tanto da sembrare amici di lunga data. Dietro ai nomi dei suoi personaggi si nascondono personalità della realtà?

Nessuno dei miei personaggi è reale, sebbene mi capiti sovente di sentirmi rivolgere questa domanda. Sono il prodotto della mia osservazione degli altri: amici o sconosciuti, non importa. Il loro modo di interagire con il mondo e i casi della vita, le loro reazioni a situazioni piacevoli o sgradevoli. Mescolo tutto nella mia mente e quando scrivo pesco quel che mi serve nella speranza di creare personaggi che appaiano credibili per quello che fanno e dicono.



4) Il territorio novarese è un protagonista silenzioso ma fondamentale nei suoi libri: i riflessi del lago d’Orta e le ombre della provincia non sono semplici osservatori delle vicende raccontate. Quanto ritiene importante il legame tra la storia e l’ambientazione?

Ritengo che l’ambientazione sia di importanza basilare per la storia che si vuole raccontare. Storia e ambientazione vanno a braccetto, come gli accessori devono abbinarsi a un abito per rendere l’insieme elegante. Bisogna scegliere quelli giusti, che esaltino i dettagli del vestito. Il lago d’Orta è stato usato da un gran numero di scrittori, non solo giallisti. Secondo la legge dei contrasti, direi che, come accade in alcuni libri di Agatha Christie, un luogo di pace, silenzio e armonia, dove sembra che tutti vadano d’accordo, si vogliano bene e si rispettino, renda ancora più inquietante e sinistra una vicenda gialla o noir. Nel mio caso, ho dovuto coinvolgere anche la città di Novara (sede del gabinetto provinciale della Polizia Scientifica) e la sua provincia per fini legati a quanto intendevo raccontare. Spero proprio che nessuno me ne vorrà!



5) Leggendo la sua biografia si nota subito la grande varietà dei suoi interessi. La sua esperienza da lettrice ha altrettante sfumature?

Sono una lettrice onnivora e compulsiva. Mi piace leggere di tutto sebbene non abbia un particolare amore per la letteratura ‘rosa’, ma anche in questo caso dipende. Ci sono libri ‘rosa’ di gran pregio, sovente sottovalutati. Amo molto noir, gialli e thriller, ma anche i romanzi storici se ben documentati, le biografie, le opere divulgative di carattere scientifico. Tra queste le migliori lette sono senza dubbio ‘Spillover’ di David Quammen sulle grandi epidemie nella storia e ‘Breve storia di (quasi) tutto’ di Bill Bryson, una piacevolissima carrellata sulle grandi scoperte scientifiche dell’umanità.



6) Il nome del cane di uno dei protagonisti è Nesbo, un evidente riferimento all’omonimo autore norvegese, figura di grande rilevanza della letteratura thriller nordica contemporanea. Quali sono, a suo parere, i titoli imperdibili di questo genere?

Devo subito chiarire che il cane Nesbo porta quel nome per colpa della sua precedente padrona, una blogger insopportabile che appare ne ‘Il messaggero dell’alba’ e che non amava questo autore. A me, invece, piace parecchio, ma il mio favorito resta Hakan Nesser, geniale per trame e profondità psicologica dei personaggi. Da leggere assolutamente i polizieschi della coppia Sjowall e Wahloo, antesignani del giallo che unisce all’indagine di polizia la critica sociale, in questo caso legata alla Svezia degli anni ’70. Molto brava anche la norvegese Anne Holt. Non dimenticherei però i noir di Durrenmatt, nessuno escluso; la bravissima Lisa Gardner, maestra nella suspence; Patricia Highsmith e l’eclettico Pierre Lemaitre. Ricordiamoci infine degli italiani. Non solo gli splendidi libri di Scerbanenco o gli intriganti Montalbano di Camilleri, ma i tantissimi autori che si sono cimentati nel noir e nel giallo in questi ultimi anni. Ogni regione ha i suoi e tutti meritano di essere letti.


Francesca Battistella


Intervista pubblicata su ThrillerNord

Nessun commento:

Posta un commento