martedì 12 aprile 2016

Assaggi di cinema #23 -[ "What If" - "88 Minuti"

Buon pomeriggio!

I titoli proiettati nelle sale, per ora, non sembrano rivelarsi grandi sorprese. Per questo motivo negli ultimi giorni ho gustato un paio di pellicole più datate, se così si possono definire. Ecco un breve riassunto per Assaggi di cinema!


What if di Michael Dowse con Daniel Radcliffe, Zoe Kazan
E' inutile che Daniel Radcliffe si impegni a fare film dei più diversi generi: per me, e per molti come me, rimarrà sempre Harry Potter, l'occhialuto maghetto di Hogwarts che mi ha tenuto compagnia per più di dieci anni. Ora, a qualche anno di distanza dall'ultimo capitolo cinematografico della saga, non ha più poteri magici ma, purtroppo o per fortuna, ancora non riesce a scollarsi di dosso l'etichetta di 'sfigatello' a causa di quell'aria costantemente persa nel vuoto. Proprio per questo l'attore britannico è perfetto nel ruolo di Wallace, un giovane ben poco ottimista. Ha lasciato gli studi, ha appena chiuso la relazione con quello che sembrava il suo grande amore e conduce una vita che non sembra soddisfarlo. Ad una festa organizzata dall'esuberante amico di sempre Allan (Adam Driver), Wally conosce Chantry (Zoe Kazan), giovane illustratrice con cui trascorre buona parte della serata. La ragazza è fidanzata da molti anni per questo i due decidono di rimanere semplici amici. Il legame crescerà di giorno in giorno fino a diventare qualcosa di indispensabile nella vita di entrambi i protagonisti. Semplici amici?
La storia non suggerisce niente di nuovo: il binomio migliore amico - innamorato è uno dei grandi classici delle romcom d'oltreoceano e non solo. Tuttavia, questa produzione canadese presentata al Tiff è delicata, divertente e frizzante al punto giusto. Nessun colpo di scena né grandi stravolgimenti, questo è chiaro. What if è inaspettatamente una buona e piacevole pellicola che si distingue in mezzo a tanti filmetti fotocopia grazie ad una scrittura originale e a simpatici personaggi.

Genere: commedia, sentimentale

Voto:
3,5/5

Trailer:



88 minuti di Jon Avnet con Al Pacino, Alicia Witt, Ben Mackenzie
TimVision è un ottimo fornitore di film di Al Pacino. No, non intendo quelli per cui è più famoso e che gli hanno fatto guadagnare l'affetto di una buona fetta del grande pubblico internazionale. Sto parlando dei titoli minori, riempitivi che - per ovvi motivi - passano inosservati nella maggior parte dei casi. Una di queste sfortunate(?) pellicole è proprio 88 minuti, un thriller che, pur traendo ispirazione da un'idea accattivante, rimane piuttosto prevedibile e scontato soprattutto sul finale, ovvero nella parte in cui questo genere di film dovrebbe dare il meglio.
La partenza non è male: la sequenza d'apertura presenta il protagonista Jack (Pacino), un professore universitario di psichiatria che spesso collabora con l'FBI. Proprio per questa collaborazione con i federali, la sua strada ha spesso incrociato quella di uno spietato serial killer che Jack è riuscito ad incastrare in uno dei suoi casi più brillanti. All'improvviso, però, sembra esserci un temibile emulatore che lancia un messaggio chiaro e preciso al protagonista: Jack ha solo 88 minuti da vivere. Il professore dovrà quindi capire di chi, tra i suoi collaboratori e studenti, potrà fidarsi.
Nella parte centrale si inizia ad intuire l'identità del colpevole che, di conseguenza, priva l'intera storia del guizzo di genio necessario. Peccato.

Genere: thriller

Voto: 2,5/5



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