domenica 23 novembre 2014

"Boyhood" di Richard Linklater

Boyhood

Titolo: Boyhood

Un film di Richard Linklater con Ellar Coltrane, Ethan Hawke, Patricia Arquette, Lorelei Linklater, Nick Krause

Genere: drammatico

Durata: 166 min

Ambientazione: Stati Uniti

Anno: 2014

Valutazione: 4,5/5

4 e mezzo

"Posso usare le spondine?"
"Niente spondine. La vita non regala spondine."



Pensate di filmare alcuni attimi della vostra giornata per dodici lunghi anni. Geniale quanto semplice vero? Questa è l'idea che vi é alla base di Boyhood, ultima fatica di Richard Linklater considerata un vero e proprio capolavoro da molti blogger e critici. A quanto pare, solo il cinema della mia zona l'ha snobbato completamente escludendolo dalla sua programmazione. Insomma: piovono nomination e recensioni positive, loro cosa fanno? Preferiscono dare spazio all'ennesima commediola triste all'italiana. Ma perchè tutti concordano nel lodare questo film? Qual è la magica formula che è riuscita a unire pubblico e critica?

Ho cercato una risposta a questa domanda e posso dire che ancora non ne ho trovata una. C'è qualcosa di estremamente affascinante ed inspiegabile in questo film che tiene gli occhi incollati allo schermo. Le quasi tre ore di visione, in altri casi, potrebbero scoraggiare anche lo spettatore più imperterrito. In 'Boyhood' scivolano leggere e naturali, come il fluido scorrere del tempo. Linklater è riuscito proprio a catturare gli attimi della crescita di un semplice ragazzo, che viene impetuosamente accompagnato dal pubblico nel percorso dall'infanzia all'età adulta. Il giovane Mason (Ellar Coltrane) potrebbe essere un figlio, un fratello minore, un amico con cui si è condiviso il tortuoso periodo dell'adolescenza.


La pellicola è strutturata in scene disposte in ordine cronologico che, all'apparenza, non sembrano avere un collegamento logico. Solo con il finale sembrano trovare un legame, una relazione che spiega e mostra i cambiamenti di tutti i personaggi: il taciturno Mason, la frivola sorella e due genitori ancora in cerca di una vera identità.
È molto interessante anche la rappresentazione del tempo. Anno dopo anno, si assiste allo svilupparsi della tecnologia. Dal GameBoy alla Wii, dal computer allo smartphone. Credo che questo sia un aspetto significativo ed accurato quanto quello musicale. La scelta delle canzoni che accompagnano la crescita di Mason è più che mai azzeccata.

Un film da non perdere, un esperimento cinematografico che vi colpirá profondamente. Lo odierete o lo amerete. Non può esserci una via di mezzo, non è ammessa. Dopotutto anche nella vita bisogna mettersi in gioco e questa visione ne è un riflesso. E quindi come si spiega il mio mancato voto massimo? Credo che mi risulterebbe difficile rivedere Boyhood a distanza di poco tempo: devo ancora  assaporare le emozioni che questa prima mi ha lasciato.



Migliore Attrice non protagonista - Patricia Arquette

Fede Stories.

2 commenti:

  1. in effetti questo film ha un fascino difficile da spiegare.
    come la vita.

    ma che commento profondo ho tirato fuori? ahahahah :)

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    1. Pura poesia ahah! Però effettivamente non saprei dire perchè mi è piaciuto Boyhood: è una strana sensazione o.O

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