venerdì 7 marzo 2014

Il signore delle mosche - William Golding

 

Titolo: Il Signore delle Mosche

Titolo originale: Lord of the Flies

Autore: William Golding

Data pubblicazione: 1954

Valutazione: 4/5


<<"Ho paura di lui" disse Piggy "e per questo lo conosco. Se si ha paura di qualcuno, lo si odia, ma non si può fare a meno di pensarci. Ci si persuade che non c'è niente da temere e poi quando lo si rivede... E' come l'asma, che non lascia respirare. Ti dirò una cosa: ti odia anche te.">>







Un gruppo di giovani studenti inglesi si ritrova improvvisamente catapultato in un'isola sperduta, misteriosa e molto pericolosa a causa dell'incidente che ha avuto il loro aereo.

In un primo momento, i bambini e i preadolescenti del gruppo si trovano in zone diverse dell'isola esotica. Solo dopo che Ralph, il protagonista, su suggerimento di Piggy, suona una conchiglia, l'intera compagnia si riunisce per trovare un metodo per affrontare la situazione alquanto drammatica.

Questa conchiglia potrebbe essere il simbolo della democrazia, della civilizzazione. Inizialmente, infatti, i ragazzi si riuniscono in assemblee in cui ognuno può esprimere la sua opinione, può eleggere il rappresentante che ritiene più idoneo civilmente. In questo caso viene eletto Ralph, dall'animo deciso, che stabilisce che l'unico modo per salvarsi è accendere un fuoco provocando del fumo visibile a grandi distanze. Quest'idea è stata proposta da Piggy, giovane paffuto e molto ragionevole: è la mente del gruppo nonostante venga deriso per il suo fisico.

Una parte dei ragazzini che si fanno chiamare "Cacciatori" per il loro compito, però, non sono completamente d'accordo con Ralph e le decisioni e così, in una crescente climax di ostilità, Jack, il loro capo, cercherà di ottenere il comando dell'isola.

La situazione si aggrava quando giunge la notizia di una 'Bestia' letale e pericolosa che si aggira nella foresta. Ma cos'è veramente questa bestia? Esiste veramente, o è solo un'allucinazione dovuta alle condizioni psicofisiche dei superstiti? Oppure è qualcosa di diverso da tutto questo?


Ciò che più ho apprezzato di questo libro sono stati i protagonisti. Soprattutto mi è piaciuta la scelta di essi. Ognuno è un simbolo che rappresenta una determinata qualità umana che si riconosce dalle loro azioni e dai loro pensieri che progressivamente conosciamo leggendo. L'idea più geniale, a mio parere, è stata, però, quella di scegliere dei bambini, dei giovani che vivono ancora la cosiddetta età dell'innocenza. Essi dovrebbero essere distanti ancora da qualsiasi tipo di corruzione morale ma riescono a mantenersi in quella condizione? È vero ciò che dice Rousseau: la società corrompe l'uomo? È stato molto interessante, inoltre, ritrovare, nella lettura, i concetti che ho studiato a scuola per filosofia.

Buona lettura :)

-[ Fede


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